Musica: 18 regole d’oro. Vademecum per accostarsi all’Opera

di Natalia Di Bartolo (L.C. Agrigento Chiaramonte)

Vademecum per accostarsi all’Opera…ed adottare il giusto sistema per non allontanarsene più.

Regola n.1: Ascoltare l’Opera in casa, da qualsiasi fonte, non è indicato per chi voglia accostarvisi da profano ma con serietà: l’Opera si gusta a teatro: è nata per il teatro ed è giusto accostarvisi andando a teatro. Non puoi andare a teatro oggi, per qualsivoglia motivo? Ci andrai domani. Intanto, allora, preferisci i video ai CD o ad altra fonte solo sonora: l’Opera è anche spettacolo. Solo chi ha esperienza di teatro d’Opera quale spettatore cosciente può permettersi il lusso di scindere il suono dall’immagine.

Regola n.2: Mai andare al teatro d’Opera malvolentieri perchè ti ci trascinano la fidanzata o la suocera: non ci potrebbe essere peggiore approccio.

Regola n.3: Sii motivato ad andare ad assistere ad un’Opera. Non andare mai impreparato, attendendoti di subire una noia mortale, o disadattato e “fuori ambiente”: i risultati sarebbero devastanti. Regola n.4: Se non hai mai ascoltato nulla d’Opera e, a stento, conosci il brindisi della Traviata dal filmino del matrimonio di tua cugina, ritieniti fortunato. Invece, se ti sei nutrito finora a pane e Callas e/o qualsivoglia altro mito, dimenticalo quando vai a teatro per la prima volta. Non lo ritroveresti mai e resteresti deluso e scontento, attaccandoti al CD per assuefazione e preferendolo al teatro: non deve accadere!

Regola n.5: Prenota il tuo biglietto in tempo; per una volta, almeno per la prima, concediti un buon posto: stare abbarbicato ad una colonna del loggione, in equilibrio per non cadere giù in platea, ma nello sforzo di riuscire a vedere qualcosa, non gioverebbe al tuo approccio teatrale. Sono sconsigliabili in platea i primi posti: l’acustica migliora allontanandosi dal palcoscenico (ed i prezzi diminuiscono). Scegli un posto in platea verso la metà della sala, o, in palco, massimo al terzo ordine e non troppo laterale: in caso contrario, torneresti a casa con la cervicale in fiamme e gli occhi storti. In tribuna o balconata, secondo la struttura del teatro, scegli la seconda o terza fila: se non sei alto di statura, la prima ti potrebbe presentare problemi di “ringhiera” troppo alta. Preparati a sopportare il rumore della carta di mille caramelle o addirittura lo squillo di qualche cellulare (avrai spento il tuo già prima di entrare in sala o avrai almeno azzerato la suoneria e non lo tirerai fuori per nessun motivo che non sia una telefonata di vitale importanza. Mai, poi, farsi scoprire indaffarati a giocare col telefonino a Teatro, sia pure durante gli intervalli!): i maleducati sono dappertutto, anche all’Opera. Sii tollerante. Preparati spiritualmente a non uccidere il tuo vicino che tossisce peggio di Violetta Valery o si soffia il naso coprendo il suono del basso tuba: a teatro si sviluppa anche la virtù della pazienza.

Regola n.6: Non andare mai a teatro senza avere piena coscienza di cosa tu stia andando a vedere. Scegli, per la prima volta, un’Opera “leggera”, ovvero nè troppo tetra o troppo tragicamente inverosimile: l’attesa del – Ma quando muoiono tutti e così finalmente finisce? – sarebbe snervante.

Regola n.7: Scegli, se puoi, per esempio, “Il barbiere di Siviglia” di Rossini; oppure “Don Pasquale” di Donizetti; oppure ancora “L’italiana in Algeri”, sempre di Rossini: sono opere briose, colorate, allegre: non ti annoierai più del dovuto. Se prediligi il drammone fosco inizia con “Il trovatore” o il “Rigoletto” di Verdi o con “La traviata” dello stesso. Se ami lo sfolgorio dello spettacolo, accostati con prudenza ad “Aida”: c’è molto spettacolo, ma anche mooooooolta musica: quattro atti sulle sponde del Nilo e poi…per disperazione, partiresti dritto sul mare del Nord per disintossicarti. Diffida della “Carmen” che potrebbe a prima vista affascinarti: è lunga ed in francese, con parti parlate, per giunta. Di Verdi evita il “Don Carlo” (lunghissimo e difficile), non fidarti di “Nabucco”: è più pesante di quanto sembri, escludi “Falstaff”: non lo capiresti e (ne sono certa) odieresti Peppino con tutte le tue forze. Altamente sconsigliato è Wagner (troppo pesante, per iniziare, ed in tedesco). Sconsigliato anche Bellini, soprattutto “Norma”: non lasciarti fuorviare dalla beatitudine di “Casta Diva” all’inizio del primo atto: dopo ce ne sono altri tre e leggeri non sono. E’ Opera lunga e difficile: evita di assistervi per la tua prima volta a teatro: ti annoieresti e finiresti per odiare anche Bellini.

Regola n.8: Scelta l’Opera del gran giorno, prenotato in tempo un biglietto in palco o platea o tribuna, inizia a documentarti. Lascia perdere i saggi culturalmente ai vertici del “dire nulla facendo credere di dire tutto”. Evita le recensioni dei critici più “in”: d’ora in poi, grazie anche al progressivo accumularsi dell’esperienza, il miglior critico sarai tu. Leggi meno riviste specializzate possibile: potrebbero fuorviare il tuo giudizio spontaneo. Non ascoltare la vicina di casa che ti dice che l’edizione dell’Opera che stai per andare a vedere fa pietà oppure che è meravigliosa. Constata sempre con i tuoi occhi: spesso quegli degli altri sono miopi o, meglio, assolutamente incompetenti. Ciò che è dato per brutto dagli altri potrebbe essere bello per te e viceversa.

Regola n.9 : Per documentarti al meglio inizia a leggere la biografia dell’autore: inquadrerai il periodo in cui l’Opera è stata scritta; se ti farà piacere, potrai trovare qualche curiosità sulla “prima rappresentazione” e sugli umori del pubblico e dei critici dell’epoca. Immediatamente dopo, procurati la trama dell’Opera. E’ cosa fondamentale. Leggila con attenzione, fìssati in mente i personaggi principali ed i principali avvenimenti della storia. Spesso le trame sono difficili ed ingarbugliate, talvolta esasperate o assurde: non emettere giudizi affrettati e porta pazienza a fissarti in mente i dati salienti: ti serviranno. Non importa la suddivisione in atti che troverai: spesso i direttori dispongono intervalli virtuali fra un atto e l’altro. Ciò che importa è che tu capisca dove si svolga il racconto, chi stia cantando, cosa stia dicendo. Se poi vuoi la perfezione, leggi il “libretto” dell’Opera, ovvero il testo completo con le esatte parole che verranno pronunciate nel canto. Non ritenerlo inutile: i bravi cantanti lo sono anche per la loro dizione: capirai meglio ciò che diranno mentre cantano. Potrai facilmente trovare il libretto allegato a qualche incisione discografica o in un negozio di articoli musicali o in un mercatino dell’usato o, meglio ancora, su Internet.

Regola n. 10: Fissata in mente la trama, accòstati con prudenza all’ascolto di qualche brano dell’Opera che ti appresti ad andare a vedere. Attento a non strafare: non pretendere di ascoltarla tutta, né di capirla al primo ascolto: conserva le tue forze fisiche e mentali per lo spettacolo a teatro. Se conosci qualche brano celebre, ascoltalo pure: lo ritroverai e ti sarà più familiare.

Regola n. 11: Giunto il giorno fatidico, prepàrati con gioia all’ascolto. Cerca di non arrivare a teatro stressato dal traffico o in fibrillazione per il ritardo: se lo spettacolo comincia, dovrai aspettare che l’atto finisca: se sei in platea non ti faranno entrare. Cerca invece di essere sereno e conscio di stare per venire a contatto con qualcosa di unico: l’Opera è un mondo a sè. Leggi, per conoscenza, chi siano gli interpreti e collegali ai loro personaggi; infòrmati pure su chi sia il Direttore d’Orchestra: è basilare, mai in secondo piano come potrebbe sembrare: il 50% della riuscita dello spettacolo dipende da lui. Se è famoso, però, non aspettarti chissacchè. Càpita anche che i “grandi” qualche volta dormano sugli allori. Siediti al tuo posto con animo libero e sgombro da giudizi affrettati ed altrui considerazioni ed attendi che lo spettacolo cominci.

Regola n. 12: Spesso, anzi quasi sempre, l’apertura del sipario è preceduta da una “ouverture” o “sinfonia” che dir si voglia, esclusivamente strumentale. Ascoltala con attenzione, se già non l’hai fatto a casa: spesso compendia i “motivi” musicali più importanti dell’Opera. Una specie di “riassunto” in sola musica. Spesso le sinfonie sono bellissime, soprattutto in Verdi e Rossini: non sottovalutarle mai.

Regola n. 13: Iniziata l’Opera, non commettere mai l’errore di “aspettare” i brani che conosci. Tutto il resto ti sembrerebbe noiosissimo o, comunque, cadrebbe in secondo piano. L’Opera non è fatta solo di quella data aria famosa che già conosci: è tutta un unico spettacolo musicale, aria compresa. E’ importante! Impara a non riconoscere un’Opera dai brani più famosi: spesso ce ne sono altri che ti piaceranno magari di più. Ma è ancora prematuro parlare di questo argomento nella fase di approccio all’Opera. Per il momento, accontentati di sapere che fra un’aria famosa e l’altra ci saranno fiumi di splendida musica e canto: non dovranno “passare” inascoltati.

Regola n. 14: Càpita talvolta che in sala si formino delle “fazioni”: non farti influenzare mai o spingere alla platealità del fischiare o, al contrario, dell’urlare invocando il bis: in caso di insoddisfazione lìmitati ad astenerti dall’applauso. I cantanti sono esseri umani ed anche a loro può capitare di star male o di sbagliare: non ti accanire mai contro di loro. In caso di trionfo, spéllati pure le mani, chiedi garbatamente il bis, se vuoi, ma non ti abbandonare all’esagerazione.

Regola n. 15: Non scoraggiarti: inevitabilmente lo spettacolo ti parrà infinito e, comunque, pesante da “digerire” per intero. Questo non dipende dall’Opera, ma da te: solo dalla tua inesperienza che non si è ancora assuefatta ai ritmi di tale genere di spettacolo. Però non darti dell’imbecille o non darlo a chi ama quell’Opera svisceratamente ed aleggia, levitando, sulla poltrona accanto a te, quando tu sei seduto lì da due ore, ancora di finire non se ne parla e ti senti le spine sotto il posteriore! E’ assolutamente normale, direi fisiologico. Porta pazienza, non guardare l’orologio, rilàssati, guarda lo spettacolo e soprattutto ascolta: non è inutile: ti servirà.

Regola n.16: A spettacolo finito, sentirai risuonarti nella testa un guazzabuglio di motivi, di note, di acuti? Se ti guarderai allo specchio ti sembrerai un reduce dalla guerra del Vietnam: occhi sbarrati, pupille dilatate, pallore verdognolo? Niente paura: tutto normale. Sono passate circa tre ore da quando ti sei seduto; spero che tu ti sia sgranchito in un intervallo: se non l’hai fatto, impara a farlo: anche il fisico vuole la sua parte. Ti risiederai con rinnovata lena.

Regola n. 17: Sei tornato a casa; hai parcheggiato la macchina, hai fagocitato qualcosa (la fame, se non hai fatto uno spuntino prima dello spettacolo, ti avrà perseguitato. Evitalo, la prossima volta). E’ circa l’una di notte e ti sei sdraiato, disfatto, ancora vestito, sul tuo comodo letto. Lo so…Ti senti un allocco: non ricordi né una nota né una parola. La confusione mentale è spiccata. Eppure…Eppure…C’è qualcosa che ti fa star bene. Ma sì! E’ stato bello! Quelle scene, quei costumi di colori rutilanti, quelle luci. Ma soprattutto quella musica. Bella? Ma sì! Bellissima a volte…peccato che non ti ricordi un bel niente!

Regola n. 18: Allora a che è servito? Tu volevi imparare qualcosa e non t’è rimasto niente? ERRORE! La mente umana cosciente è simile ad un registratore. Fatti una buona dormita e vedrai che domani, mettendo sù il disco che avevi ascoltato prima di andare allo spettacolo, ritroverai molte di quelle note e di quelle frasi musicali che credevi perdute. Riascolta l’aria che conoscevi: adesso la vedi, pure, nel ricordo. Rammenti i movimenti del soprano, l’ingresso del coro, i gesti del direttore. Se è così, ti verrà presto il desiderio di riascoltarla tutta, l’Opera in questione. E poi, dopo averla “assorbita” intimamente, passare ad un’altra. D’innamoramento in innamoramento. E se ciò accade sei perduto: il teatro d’Opera ha acquisito un altro melomane! Prova, adesso…Prova a privarti di andare a teatro…Prova a non ascoltare musica operistica per un giorno intero! IMPOSSIBILE! E’ grave? NO! E’ MERAVIGLIOSO!          

http://www.teatro.org 

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