Mondo Lions: C’era il mondo e l’Italia

di Sirio Marcianò 

La 94ª Convention Internazionale si è svolta a Seattle, Washington, USA. Ascoltati, tra gli altri, Sid Scruggs, Wing-Kun Tam, Condoleezza Rice, William Gates e Franklin Graham. Approvate le due proposte di emendamento dello statuto e regolamento in votazione.

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Seattle, negli Stati Uniti, dista dall’Italia 26 ore di viaggio tra aereo e sosta negli aeroporti. 26 ore all’andata e 26 ore al ritorno. Una sfacchinata. Ma si tratta della convention internazionale e qualche sacrificio si deve pur fare.

Al Key Arena del Seattle Center abbiamo potuto ascoltare, tormentati da ventate gelide provenienti dai bocchettoni dell’aria condizionata, a Seattle sempre al massimo, Sid Scruggs, che ha riassunto la sua ricca e concreta esperienza di presidente internazionale, durante la quale in molti, grazie ad una attenta comunicazione ai media, hanno potuto sapere chi sono i lions e che cosa fanno. E, dopo di lui, Wing-Kun Tam che “ci crede” e ha chiesto che anche i lions ci credano, perché se non credono in quello che fanno, come possono convincere gli altri. “I lions possono tutto – ha aggiunto – e sanno sognare con gli occhi aperti”.

Coraggio, impegno, azione sono le tre parole che il dinamico presidente internazionale Tam associa al suo “io ci credo”, mentre quattro sono le campagne mondiali, le stesse del suo predecessore Scruggs, lanciate per l’annata prossima. Sono le campagne a favore dei giovani, contro la cecità, contro la fame e in difesa dell’ambiente. Tam ha anche fatto notare qual è la differenza tra pensare e credere e perché per credere in qualcosa ci sia bisogno di coraggio, impegno e azione. I suoi desideri sono indirizzati al rafforzamento dell’associazione, al servizio concreto attraverso l’azione e l’unione delle forze e al coinvolgimento dei giovani che, anche per Tam, sono il nostro futuro.

 Abbiamo ascoltato anche Condoleezza Rice, ex segretario di Stato. “Tutti hanno il diritto di vivere liberi e di pensare”, ha detto. E rivolta ai lions: “Voi date la prova di come si risolvano i problemi. Voi, con le vostre forze, date un supporto alla democrazia, un sostegno ai più deboli e fate il bene della società civile. Grazie a voi il mondo potrà migliorare ed essere libero”.

Abbiamo ascoltato, infine, William Gates, presidente della potentissima fondazione Bill e Melinda Gates, il quale ha affermato di essere felice e fiero, e con lui i consiglieri della sua fondazione, di operare al fianco del Lions International per “andare lontano assieme” e debellare il morbillo, una malattia che uccide duemila bambini al giorno.

Al Key Arena abbiamo anche assistito alla premiazione di Raj Phairembam, un undicenne indiano che ha vinto il primo premio del concorso internazionale “Un poster per la pace”, e all’assegnazione del premio umanitario Lions, un assegno di 200.000 dollari, consegnato a Franklin Graham, presidente di Samaritan’s Purse, un’associazione umanitaria che opera in 100 Paesi e che ha un bilancio annuale di 220 milioni di dollari.

A Seattle abbiamo anche sfilato, noi italiani e i lions di altri 100 Paesi, per la “parata internazionale”. Lo abbiamo fatto in ordine sparso, poco allineati, ma sorridenti e sicuri di appartenere ad un multidistretto che è, grazie ai soci che lo compongono e all’attività di servizio che portano avanti, tra i più importanti del lionismo mondiale.

Abbiamo, infine, partecipato ai ricevimenti ufficiali organizzati dalle delegazioni di alcuni multidistretti. Interessante quello italiano, superbo quello coreano, troppo affollati tutti gli altri.

Approvate le due proposte di emendamento dello statuto e regolamento in votazione. Da quest’anno il team dei governatori all’interno del GMT e del GLT avrà precise responsabilità, mentre dall’anno prossimo la quota associativa internazionale costerà un dollaro in più. Le due proposte hanno raccolto il sì della maggioranza dei 3.873 delegati presenti a Seattle.

Fonte: Rivista Nazionale Lions – Settembre 2011

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