Mondo lions: Il coraggio di sognare

di  Gabriele Sabatosanti Scarpelli – Governatore 108 IA 2

Amiche ed amici lions, desidero iniziare il mio intervento programmatico esprimendo a tutti voi il mio più sincero ringraziamento per l’affetto che fino ad oggi mi avete offerto e per il profondo calore umano con cui molti di voi mi sono stati vicini.

Ma soprattutto vi ringrazio per tutto ciò che avete realizzato e che realizzerete, a nome del lions Club International, ed a nome di tutti coloro che grazie a voi hanno migliorato il loro modo di vivere. Nel momento in cui osserviamo ciò che abbiamo fatto, credo che molti di noi provino un profondo senso di emozione e di orgoglio che deriva dalla consapevolezza di non lavorare invano, ma di fare tante e grandi cose.

Il piacere e l’orgoglio di rendere felice qualcuno provoca una profonda commozione perché il nostro cuore si riempie di gioia quando alleviamo le sofferenze di un malato, quando permettiamo a qualcuno di tornare a vedere, quando doniamo un amico a chi è solo nel buio, quando riceviamo un grazie da un disabile.

Il senso di appartenenza, è la sensazione di far parte di una squadra, di un insieme di persone che ha deciso di dedicare una parte della propria vita per il bene del prossimo, che si sente fiera di essere lions e che ha compreso che il principale scopo della nostra attività è quello di servire, di condividere insieme quei valori che ci uniscono e che ci spronano ad impegnarci per raggiungere risultati sempre più ambiziosi.

Siamo una struttura organizzata, costituita da professionisti che mettono a disposizione il proprio know how, le proprie conoscenze, le proprie esperienze professionali per raggiungere i nostri obiettivi, per entrare nel tessuto sociale, per far scaturire negli altri quello spirito di solidarietà che ci anima.

Ho voluto fare questa premessa per chiarire qual è il nostro scopo: servire; tutto il resto l’armonia nel club, il benessere dei nostri soci, la magnificenza dei nostri meeting, l’elevata qualità dei nostri relatori sono elementi importanti, ma non possono essere fini a se stessi, debbono rappresentare solo un mezzo di sensibilizzazione, di motivazione, di diffusione, per raggiungere l’obiettivo principale.

Chiarito dove dobbiamo arrivare mi permetto di fare una disamina di quelli che dovrebbero essere alcuni dei parametri operativi che ci condurranno nella nostra attività e degli impegni che abbiamo assunto in quest’anno lionistico.

Lavorare per obiettivi: un criterio per ottenere di più per se stessi e per gli altri.

Ho insistito molto su questo aspetto in occasione della riunione di formazione dei Presidenti ed in occasione della riunione delle cariche e non smetterò di farlo, perché ritengo che ogni volta che ci siamo dati degli obiettivi chiari e ci siamo presi l’impegno di raggiungerli li abbiamo sempre ottenuti e spesso superati.

Il disegno è di pianificare le proprie attività, senza lasciarsi trascinare dagli eventi, ma anzi controllandoli e seguendone lo sviluppo, individuando le opportune responsabilità, condividendo i successi, costituendo gli opportuni gruppi di lavoro, inserendo i soci nei progetti, perché solo chi è coinvolto si sente appartenente al gruppo.

Ho inviato a tutti i Presidenti uno schema di report affinchè ciascun Club definisse i propri obiettivi, dopo averli concordati in consiglio direttivo, al fine di effettuare un’adeguata pianificazione dell’attività. Ho chiesto di definire un piano che contenga obiettivi strategici specifici e quantificabili, ambiziosi ma, allo stesso tempo, realizzabili.

Entro il 15 ottobre i Clubs trasmetteranno i form ai Presidenti di Zona affinchè diventino oggetto di una attenta analisi e discussione che faremo in occasione di una riunione allargata alla fine di ottobre. E’ una cosa diversa ed impegnativa, ma dobbiamo vincere delle resistenze, che sono le isteresi al cambiamento, che sono le opposizioni di coloro che dicono ‘ma abbiamo sempre fatto così’.

Il contributo che ho avuto dai Presidenti e dagli Officers Distrettuali sono molto confortanti, impegnamoci, saremo sicuramente confortati dai risultati.

Gestire il Cambiamento

Il mondo sta cambiando e nessuno lo ferma. E’ evidente che la nostra società sta subendo un progressivo cambiamento, variano le abitudini, varia il modo di stare insieme, variano i punti di riferimento.

Non possiamo più ancorarci a quelli che erano i parametri di riferimento di vent’anni fa perché questa realtà è in permanente evoluzione, e non ci possiamo permettere di ignorarlo, ma dobbiamo avere il coraggio e la forza di cavalcare e gestire il cambiamento. Cambiano i linguaggi e soprattutto si trasformano i sistemi comunicazione.

La tecnologia avanza e ci porterà sempre di più a comunicare attraverso la rete, passando da contatti sul piano reale, parlandosi faccia a faccia, a contatti sul piano virtuale, attraverso dei cellulari o dei computer.

Magari qualcuno si scandalizzerà, ma la storia ci insegna che non si può tornare indietro, che nel momento in cui le condizioni al contorno e l’ambiente muta, dobbiamo adattarci, rinnovandoci e sfruttando l’evoluzione per poter trasmettere quelli che sono i nostri valori.

I valori del lionismo non cambiano.

Perché i nostri valori, i valori del lionismo, il valore della solidarietà, dell’amore verso gli altri, i valori del servire, quei valori sono sempre gli stessi, da molti anni e permarranno tali in futuro, perché non discendono dall’evoluzione della tecnologia, dallo sviluppo della razionalità, dall’influenza dei mass media, ma discendono dal cuore, da quella parte di noi che trascura i propri egoismi per esprimere il desiderio di creare un mondo in cui anche gli altri, i più deboli, possono avere l’opportunità di vivere dignitosamente.

Ma, pur rimanendo inalterati i valori in cui crediamo, se continuiamo a trasmetterli sempre nello stesso modo, gli altri, le nuove generazioni, non ci capiscono. Se continuiamo a fare le stesse cose, se vogliamo mantenere uno status quo senza adattarsi alla nuova realtà, una realtà in cui sono cambiate le classi sociali, in cui sono cambiati i rapporti tra i sessi, in cui si sono dilatate le divergenze generazionali, in altre parole senza aprirsi ad un modo diverso, siamo destinate a predicare in un deserto, in cui sempre meno sono coloro in grado di ascoltarci.

E allora dobbiamo cambiare le nostre abitudini, i nostri approcci, le nostre modalità di interfacciamento con gli altri. Dobbiamo estendere i nostri sistemi di comunicazione, sia interni che esterni, dobbiamo, talvolta anche ob torto collo, adattarci alle nuove tecnologie, dobbiamo sviluppare gli ambienti web, dobbiamo entrare nel mondo dei social network, partendo dal presupposto che questo non è un patrimonio di pochi specialisti, ma è un patrimonio comune.

Ma non dobbiamo tuttavia trascurare i mezzi di comunicazione tradizionali, Tv, radio, stampa, perché anche in questo contesto bisogna migliorare la tecnica di comunicazione, perché la comunicazione deve essere efficace, deve essere attraente, deve raggiungere coloro a cui la vogliamo trasmettere. La comunicazione è una scienza che richiede degli specialisti.

Abbiamo investito nel settore, è stata rafforzata la struttura distrettuale, con più di venti officiers , sono aumentati gli stanziamenti a budget, vi annuncio che siamo presenti su facebook, rafforzeremo il nostro sito distrettuale. Ma tutti questi sforzi saranno vani se questi mezzi non saranno consultati ed adeguatamente alimentati.

Dobbiamo essere in mezzo alla gente.

Credo che dobbiamo uscire allo scoperto, dobbiamo uscire dalle nostre cene conviviali per mescolarci in mezzo alla gente. Dobbiamo stare tra la gente, perché è tra la gente che si scoprono le esigenze, perché è la gente che ha bisogno di noi, perché solo stando tra la gente possiamo trasmettere efficacemente il nostro messaggio, e possiamo trovare tante persone disponibili a seguirci ed a condividere con noi i nostri ideali.

E allora impegnamoci per realizzare un lionismo più moderno, meno interessato, dove il distintivo non appaia più come lo status simbol di un certo benessere sociale da esternare in società, ma la testimonianza di un uomo o di una donna che ha deciso di appartenere ad un gruppo di persone che dedica una parte della propria vita per rendere più felice gli altri. Impegnamoci per organizzare manifestazioni pubbliche in cui mettiamo al centro dell’attenzione gli altri, in cui siamo in mezzo agli altri e smettiamola di isolarci in meeting in cui prevale decisamente l’apparenza rispetto alla sostanza.

Il lionismo privato, il lionismo chiuso all’interno delle nostre sale, non è più in linea con l’evoluzione dei tempi.

Diamo ampia visibilità alle nostre azioni.

Usciamo dal guscio, con i nostri gazebi, con i nostri vessilli, mostrando agli altri le splendide realizzazioni che portiamo avanti, dove facciamo vedere a tutti, in bella mostra, con molto orgoglio, la ricchezza delle nostre attività. Ed è in linea con questi principi, che grazie al contributo di tutti voi organizzeremo quest’anno significative nifestazioni.

La Giornata della solidarietà.

Il 20 e il 21 gennaio, saremo presenti contemporaneamente nelle nostre città per dare ampia visibilità al nostro operato, per seminare, per diffondere il nostro messaggio, per coinvolgere la popolazione nei nostri service. Saremo ad Alessandria, a Casale, a Tortona, a Ovada, a Genova, a Rapallo, a Chiavari, a La Spezia, e probabilmente anche in qualche altra città, per servire a favore dei nostri disabili, e contemporaneamente organizzare eventi, aperti alla cittadinanza, parlando di lionismo, dando evidenza di ciò che facciamo, di ciò che abbiamo fatto e di ciò che faremo, dando un segno tangibile della nostra immagine, del nostro comportamento e dei nostri obiettivi.

Faremo precedere le nostre manifestazioni da un’adeguata campagna di stampa, coinvolgendo tv, giornali, web e quant’ altro possa dare adeguata visibilità alla nostra azione e coinvolga il maggior numero di persone. Qual’è il costo dell’operazione? Una cena in meno per tutti noi. Credo che ne valga la pena. E veniamo ad un altro aspetto su cui dobbiamo puntare molto.

Il coinvolgimento dei giovani.

E’ assolutamente importante crescere, ma soprattutto è importante non tanto consolidare il presente, ma dare un futuro alla nostra Associazione. Ed allora credo che nei nostri piani di sviluppo associativo i giovani debbano essere al primo posto.

Molti di noi sono entrati nel mondo lionistico in giovane età ed hanno consolidato i propri comportamenti, le proprie aspirazioni, il proprio modo di vivere alla luce, giustamente della propria cultura e delle proprie abitudini. Oggi l’età media dei nostri soci è di 61 anni molto più alta di quella di 10, 15 anni fa, ed allora dobbiamo impegnarci per coinvolgere le nuove generazioni. E non solo per una questione di età, ma soprattutto perché i giovani sono in grado di offrirci la loro vivacità di idee, si interfacciano con il mondo esterno utilizzando un linguaggio ed un approccio relazionale diverso dal nostro, molto spesso più efficace.

Lo spirito di solidarietà non ha né età né sesso, non è un’esclusiva di alcuni, ma è un patrimonio di tutti, i giovani ed i meno giovani lo interpretano nello stesso moto, ma spesso lo trasmettono in modo diverso.

Dobbiamo impegnarci affinchè si ricomponga all’interno dei nostri club quell’equilibrio tra le tre generazioni bisogna ricostituire quell’ampia fascia di persone tra i trenta ed i cinquant’anni, che stanno progressivamente diminuendo all’interno dei nostri club, per poter rispondere adeguatamente alle diverse esigenze della nostra società.

L’incontro tra le varie generazioni è scambio di energia e di idee, quindi fonte di ricchezza: raccogliamola.

Ci stiamo impegnando per attivare progetti di sviluppo in questa direzione. Abbiamo costituito un comitato ‘giovani’, in cui sono presenti 14 officier, uno per ogni zona, affinchè operino accanto ai club, accanto alle strutture del GMT, accanto ai Presidenti di Circoscrizione e di Zona per curare lo sviluppo di iniziative con i giovani e per i giovani.

 Stiamo cercando di rafforzare i nostri rapporti con i Leo, e non è casuale la presenza del Presidente Distrettuale Leo sul palco, costituendo una apposita commissione Leo Lions che partendo dall’analisi dei comportamenti e delle esigenze, sia in grado di fornire idee e percorsi da seguire al fine di servire insieme, non disperdere le proprie energie e fare in modo che sempre più raramente i Leo al compimento del trentesimo anno abbandonino la nostra associazione, in quanto non trovano adeguati spazi motivazionali.

Ci stiamo impegnando molto in service per i giovani, quali il service per Martina, il Lions Quest, il Poster per la pace, di cui abbiamo parlato questa mattina, ma mi vorrei soffermare su uno in particolare, chiedendovi, di impegnarvi con uno sforzo superiore: gli scambi giovanili.

E’ un service, che dobbiamo rilanciare, che ci dà molta visibilità, che porta la nostra immagine, la nostra cultura all’estero attraverso i nostri giovani e che permette, quando accogliamo giovani dall’estero, di interfacciarsi con nuove realtà e diverse tradizioni. Un altro aspetto in cui stiamo particolarmente investendo è in cui crediamo molto e:

 L’importanza della formazione.

Senza formazione non si cresce. Ogni associazione che intende perseguire degli obiettivi, e noi siamo fra questi, ha la necessità di formazione. Abbiamo bisogno di leaders, ma leaders non si nasce, leaders si diventa, e non basta ormai l’esperienza per diventarlo, soprattutto per le nuove generazioni e per i nuovi lions.

Troppo spesso ormai abbiamo lions che portano il distintivo, ma non sanno quello che facciamo, considerano il lionismo come un’opportunità per incontrare gli amici a cena, per ritrovarsi piacevolmente insieme. Non possiamo permetterci di avere soci solo per far numero, ciascun socio che entra, e ne entrano molti, deve partecipare almeno ad un corso di formazione introduttivo per capire dov’è, per capire quali sono gli scopi e le modalità con cui operiamo.

D’altro canto, anche coloro che hanno o dovranno ruoli importanti, quali gli officiers di club e distrettuali, hanno in genere necessità di un aggiornamento formativo, per sviluppare le tecniche di management per approfondire le modalità con cui si deve comunicare, come rendere efficaci i comportamenti e le relazioni, su come motivare gli altri, su come sviluppare i progetti, su come gestire gli incontri e le riunioni e quant’altro.

Con il gruppo del GLT abbiamo definito un programma formativo, non esitate a divulgarlo e pubblicizzarlo nei club, e soprattutto valutate l’opportunità di partecipare: vi posso garantire che è comunque un’esperienza che vi fa crescere sul piano culturale e relazionale.

Ho partecipato l’anno scorso ai corsi e mi è servito molto, ma credo che nessuna testimonianza sia migliore di coloro che vi hanno partecipato: chiedeteglielo. Un altro aspetto su cui intendo soffermare la nostra attenzione è sulla

Continuità della nostra azione.

Abbiamo parlato di obiettivi da perseguire, di formazione, di coinvolgimento, di crescita. Possiamo pensare di raggiungere questi risultati nell’arco di un anno? O dobbiamo ragionare un po’ più a lungo termine.

E allora se vogliamo ottimizzare certi risultati, dobbiamo cominciare a ragionare in termini di continuità dei nostri progetti nel tempo, non ci possiamo di ricominciare ogni anno da capo. Il solo test per capire davvero se qualcuno è stato un buon leader è vedere se ha lasciato dietro di sé, nelle altre persone, la convinzione e la determinazione per proseguire sul percorso tracciato. ( Walter Lippmann, scrittore americano).

Credo che daremo adeguata valenza alle nostre idee se queste permangono nel tempo, ma per fare questo è assolutamente necessario che si adottino idee e progetti condivisi. A questo proposito ormai sta funzionando la struttura del DG Team a cui partecipano sistematicamente l’immediato Past Governatore, il primo ed il secondo Vice Governatore, dove insieme condividiamo le scelte ed effettuiamo le proposte che portiamo sistematicamente all’esame del Gabinetto Distrettuale.

Vi invito fermamente a mutuare quest’approccio organizzativo all’interno dei vostri clubs, coinvolgendo sistematicamente il past presidente e i vice presidenti nelle scelte, avendo sempre ben presente che le decisioni le prendono il consiglio o l’assemblea. Mi preme inoltre rammentare alcuni altri appuntamenti importanti che il nostro distretto ha pianificato. I nostri appuntamenti. Il primo è la serie di impegni che abbiamo preso per ricordare alcuni di coloro che hanno fatto la nostra storia.

Desidero leggervi ciò che presentai in occasione dell’incontro con i Presidenti e gli Officier Distrettuali, e tutti gli altri che desideriamo ricordare So che state facendo molto per organizzare manifestazioni a ricordo di questi soci, vi ringrazio dal profondo del cuore, abbiamo parlato molto di futuro, ma dobbiamo sistematicamente ricordare coloro che hanno fatto la nostra storia, precisando che in occasione delle manifestazioni accanto a questi nomi possono essere aggiunti altri eventuali nominativi.

E veniamo a quelli che sono altri appuntamenti importanti straordinari che ci vedono coinvolti nel corso di quest’anno lionistico.

14 aprile: Convegno sul tema di studio Nazionale

Come molti di voi sanno in occasione del Congresso nazionale di Torino, la proposta di molti clubs del nostro Distretto di candidare la ‘Donazione del Cordone Ombelicale, è risultata vincente. Il Consiglio dei Governatori mi ha nominato Governatore Delegato al tema di studio nazionale, per cui avremo l’onore di organizzare, presumibilmente a Portofino, il convegno nazionale sul tema di studio.

18 – 20 maggio Congresso nazionale a Genova.

E’ un appuntamento della massima importanza in cui avremo l’occasione di dare visibilità agli altri Lions ed alla cittadinanza di ciò che rappresenta l’occasione di incontro di Lions provenienti da tutta l’Italia.

Stiamo lavorando pesantemente per lo sviluppo della manifestazione, il Comitato organizzatore è ormai operativo da tempo, chiedo a tutti Voi di impegnarvi per far si il 60simo Congresso Lions sia l’ennesima occasione per mettere in risalto le nostre capacità organizzative e per dare adeguato risalto al nostro operato. Certo che di carne al fuoco ne abbiamo messo molta.

Ce la faremo? Vi racconto un aneddoto: quello del calabrone.Secondo autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare.Tutte le caratteristiche del calabrone – la forma, le dimensioni, il peso e la superficie alare – indicano che questo non dovrebbe essere in grado di volare.

Ma nessuno ha mai detto al calabrone che non può volare, quindi, ignaro delle leggi della fisica, di complicate computazioni matematiche e di progetti di alta ingegneria, il calabrone continua il suo volo. Spesso, troppo spesso, affrontiamo situazioni in cui le probabilità ci indicano che saremo molto limitati in ciò che facciamo, oppure che falliremo irrimediabilmente.

Molti si lasciano scoraggiare da queste probabilità. Queste probabilità ed un atteggiamento pessimistico ci dicono che arrancheremo soltanto, sperando che le cose cambieranno. Ma ci sono anche molti esempi di individui con l’atteggiamento del calabrone. Questi individui voleranno: andranno contro ogni probabilità e otterranno successo.

Ma non siamo calabroni siamo persone con un obiettivo ben preciso: servire. Il coraggio di sognare Dobbiamo avere il coraggio di sognare. Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni. Ed allora vi invito a sognare, ma con il coraggio e la volontà di dare concretezza ai vostri sogni.

Con lo stato d’animo di chi è leale e sincero, ma con la convinzione che con il proprio impegno, la propria dedizione, e le proprie capacità, riesca a trasformare i sogni in realtà.

Fonte: Rivista Distrettuale

Advertisements