Mondo lions: L’aziendalizzazione del modello associativo

di Antonio Pogliese – I° Vice Governatore del Distretto 108 YB

“Aziendalizzare” significa razionalizzare il modello organizzativo per migliorarne l’efficenza e far acquisire a tutti gli associati la cultura del risultato.

Ritengo che si possa dare un giudizio positivo sull’inizio del dibattito, all’interno della nostra associazione, sulle scelte in merito al modello di organizzazione, alle attività da espletare ed agli obiettivi da perseguire.

Il fine di quanti legittimamente partecipano a tale dibattito è il miglioramento della nostra associazione anche attraverso la quantità e la qualità dei soci allo scopo che questa possa avere riconosciuta, anche in sede locale, l’autorevolezza necessaria per l’attuazione del “WE SERVE”.

Tutto ciò, peraltro, è del tutto coerente con il pressante indirizzo della sede centrale che attraverso le strutture di GMT e GLT si prefigge, appunto, di trattenere e qualificare i soci.

All’evidenziato unico fine si contrappongono, opportunamente e legittimamente, strategie diverse.

Per la definizione della mia strategia ho preso in esame l’andamento dei flussi in entrata ed in uscita dei soci del distretto, col saldo costantemente in negativo a partire da oltre un quinquennio, ed ho tratto, principalmente, la convinzione che è indispensabile procedere alla contestualizzazione del modello associativo incidendo nella forma e nella sostanza delle azioni associative.

In questo intervento mi limito ad occuparmi della contestualizzazione degli aspetti organizzativi e formali della nostra associazione.

Per raffigurare con lo stile “giornalistico” tale mio disegno di contestualizzazione uso il termine di “aziendalizzare” il lions.

Per evitare di creare equivoci, o prevenire che qualcuno possa distorcerne il senso per finalità non del tutto nobili, ricordo che aziendalizzare non significa fare diventare l’associazione un’impresa, bensì razionalizzare il modello organizzativo per migliorarne l’efficienza, e fare acquisire a tutti gli associati la cultura del risultato.

Il processo di (graduale) aziendalizzazione della nostra associazione, necessariamente lento in quanto in definitiva bisogna acquisire una nuova cultura associativa, passa attraverso l’analisi del nostro modello associativo e della funzione di indirizzo e di coordinamento del distretto, con la conseguente necessità di coniugare in armonia tale necessaria funzione con l’autonomia dei club, sostituire la diffusa autoreferenzialità con la cultura del risultato, privilegiare la visione sistemica con l’utilizzo di sinergie con altre organizzazioni simili per meglio  incidere sul piano politico – sociale.

Tale percorso di aziendalizzare coinvolge anche il rituale ed il tipo di comunicazione della nostra associazione ed anche la cultura della puntualità.

Non è attuale che tutti quelli che intervengono elenchino le figure apicali associative presenti, con le cariche da loro rivestite, che le conclusioni dei meeting siano affidate a 3 o 4 figure apicali col risultato che nessuno trae conclusioni e tutti profferiscono apprezzamenti a tutti, che nella comunicazione associativa si utilizzino, con abbondanza, aggettivi e perifrasi senza esprimere posizioni e/o concetti sui vari temi.

E’ ovvio che questo mio intervento è da catalogarsi quale un piccolo contributo al dibattito sul modello associativo finalizzato a tenere vivo il dibattito.

Ritengo che sia necessario, tuttavia, mettere un limite al dibattito escludendo che si possa intervenire utilizzando “slogan”.

Chi interviene deve, invece, argomentare le proprie posizioni sulla base di ragionamenti.

Fonte: Rivista distrettuale Ottobre 2011

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