L.C. Perugia Augusta Perusia

La donna e il corallo: ornamento, magia o sentimento?

 Un incontro organizzato dal Lions Club Perugia Augusta Perusia di grande interesse culturale,storico e di costume.
Quante signore possono vantare di possedere una collana di corallo,magari ricevuta in dono dalle madri, o dalle nonne?

In quante case abbiamo spille, orecchini,braccialetti di corallo, ricevuti in dono in occasioni di Battesimi o prime Comunioni, e forse non ci rendiamo conto del valore di questo materiale, di quanta fatica e perizia necessita la sua lavorazione, qual è la sua storia e il significato che nel corso dei secoli, o meglio dei millenni, gli è stato attribuito.

A parlare di questo straordinario “scheletro arborescente formato da carbonato di calcio e colorato in rosso da ossido di ferro”, molto frequente e prezioso nel Mar Mediterraneo, è interveuta la Prof. Caterina Ascione, Storico dell´arte e Direttrice del Museo Aziendale Ascione di Napoli che, avvalendosi della sua straordinaria esperienza in materia e della profonda cultura, ha intrattenuto un folto pubblico, non solo femminile, costituito dai Soci dell´Augusta Perusia, della Fidapa e dell´Ammi della sezione di Perugia.

Intorno al corallo,del quale i primi esemplari lavorati risalgono al Neolitico, sono nate tante leggende che ne esaltano le virtù terapeutiche e scaramantiche.

Chiamato anche “l´albero dell´acqua”, questa pietra magica e simbolica ha sempre segnato momenti belli e importanti della vita delle donne, con funzione votiva e protettiva per ogni nuovo nato.

Con il Cristianesimo il corallo ha assunto il significato del sangue di Cristo, che attraverso il Suo sacrificio ha redento gli uomini dal peccato, aprendo loro la via della salvezza e della resurrezione.

Nei secoli scorsi la pesca del corallo fu molto fiorente lungo le coste del Mediterraneo, in particolare nella zona di Torre del Greco da cui partivano i marinai pescatori, che per molti mesi rimanevano lontano da casa.

Inizialmente il corallo pescato veniva venduto al grezzo a Livorno, ma verso la fine del 700, sotto il Regno dei Borboni e soprattutto durante la dominazione francese di Gioachino Murat e della moglie Carolina Bonaparte, nacque e si sviluppò a Torre del Greco la lavorazione della pietra, grazie alla manodopera femminile;

le famose “corallare” costituirono per Torre del Greco una categoria di lavoratrici di grande bravura ed esperienza, contribuendo alla creazione di veri capolavori e gioielli di valore inestimabile.

Nacquero pertanto nuovi ruoli per le donne, che entrarono nel mondo del lavoro, contribuendo al miglioramento dell´economia locale e acquisendo una perizia che ancora oggi fa di Torre del Greco una “capitale” nel mercato italiano del corallo, malgrado la forte concorrenza dei prodotti lavorati in altri Stati, soprattutto in Asia, con coralli provenienti da altri mari.

Ma il corallo mediterraneo, nelle sue sfumature di colore, mantiene la sua bellezza e, per sfuggire all´inquinamento, dovuto soprattutto al riscaldamento dell´acqua del mare, le colonie coralline non si trovano puù vicino alla superficie, ma in maggiore profondità. La natura ,in questo modo, si difende dall´uomo!

di Serena Epifani Di Stefano

Fonte:http://www.newsletterlions108l.it

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