L.C. Sanremo Matutia

Lo storico Aldo Mola ospite al meeting del Lions Club Sanremo Matutia. 

A conclusione dell’anno dedicato alle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, il celebre professore ha presentato il suo ultimo libro ‘Storia del Risorgimento e dell’unità’

Il LIONS club SANREMO MATUTIA ha voluto chiudere l’anno dedicato alle celebrazioni del 150° anno dell’Unità d’ITALIA ospitando, durante il meeting del 13 dicembre scorso al Casinò municipale, il celebre storico Professor Aldo Mola che ha presentato la sua ultima opera ‘Storia del Risorgimento e dell’unità’. 

Con la rituale eleganza la cerimoniera Alessandra Solerio ‘passa’ la parola al Presidente del club Paolo Ferrari che apre la serata presentando gli ospiti: lo scrittore Aldo Mola, il generale Costantini, che introduce la relazione di Mola, S.E. il Vescoco M. Careggio, il direttore dei martedì Letterali Ito Ruscigni accompagnato dalla gentil signora, il past pres del Lions Host Enzo Bensa, Enza Santaniello presidente incoming dell’Host. Paolo Ferrari rivolgendo un caloroso saluto pone all’attenzione dei presenti una riflessione ”in questi giorni la non facile situazione economica del nostro paese, spesso attaccato da atteggiamenti di sfiducia da parte di  paesi europei sulle nostre possibilità,  ricorda alcuni aspetti dell’epoca di 150 anni fa allorché la stessa sfiducia aleggiava nel nostro paese da parte di popoli limitrofi, ma la popolazione  desiderosa di ‘cittadinanza’ ebbe la meglio e condusse a ciò che sappiamo… ma qui mi fermo e lascio la parola ad un profondo conoscitore della storia d’Italia: ALDO MOLA”.

Dapprima Il professor Mola porta ai presenti il rammarico di S.A.R. Maria Gabriella di Savoia che doveva essere tra noi ma per un impegno improvviso ha dovuto rinunciare, ed inizia la sua relazione con un simpatico parallelo  sui legami esistenti tra Risorgimento e Principi dell’Etica lionistica: difendono entrambi i deboli e fanno leva sulle coscienze dei cittadini. Il Professor Mola  prosegue dando ampio spazio alla figura di Carlo Alberto quando appena 23° assume il potere regio, nel 1831 ascende al trono dello stato di Sardegna con chiare intuizioni Egli è convinto che il sistema sociale vada cambiato. Il territorio è povero, le infrastrutture fattiscienti: “rammodernare la società rappresenta il suo obiettivo. Con l’aiuto di M D’Azeglio – prosegue Mola – autorizza la nascita del giornale in quanto veicolo di ricchezza di pensiero, offre a scienziati e giuristi la possibilità di riunirsi in congressi raccogliendo il meglio della cultura italiana. Una novità in questo periodo è rappresentata dalla elettività alle cariche politiche alle quali si accede tramite una gara elettorale in cui il popolo vota i suoi rappresentanti tramite una severa selezione. Il regno di C.Alberto si distingue in quanto basato sul principio che tutti i cittadini sono eguali di fronte allo stato, Stato che trasmette altresì le premesse tra il re di Sardegna e la chiesa cattolica nei programmi scolastici delle scuole di ogni ordine e grado. Molto utili e presenti allora i cattolici negli asili, nell’assistenza pubblica, nell’esercito… 

Ostacoli all’unificazione d’Italia ce ne furono? Tanti ! Le nazioni europee si erano compattate per governarci, lo stesso potere pontificio ostacolò l’unità, la Francia di Napoleone 3° era contraria asseriva addirittura che il territorio italiano era il posto ideale per fare le guerre!!”. Ma quando  i Plebisciti sanzionarono la volontà popolare ad avere un’Italia unita il Re Vittorio Emanuele II°, in forza di  una politica astuta e scaltra, assume il titolo di Re d’Italia in data 14-3-1861. Si passa allora dal sistema statutario alla formula che il re firmava le cose per volontà del Stesso sovrano e del popolo italiano, Aldo Mola nomina i fautori dell’Unità, ricorda le grandi figure che hanno collaborato: la forza di Garibaldi trascinatore di soldati volti all’indipendenza, gli ideali di Mazzini che avrebbe optato per una repubblica ma accettò la monarchia per ottenere l’Unità, la scaltrezza di Cavour che con l’aiuto del ceto colto di  Torino seppe manovrare difficili situazioni.  

Nel suo brillante escursus nomina ancora Silvio Pellico perseguitato e imprigionato, la figura di Carlo Turci, il fratello di D’Azeglio fautore della Conciliazione, e altri martiri che sacrificarono la vita per la propria Patria. S.E. il Vescovo ricorda simpaticamente la figura di Maria Iosè di Savoia, alcuni aneddoti nei suoi  frequenti incontri  in Val d’Aosta e in Francia ed auspica che i Savoia sepolti a Merlinge, a MontPellier possano fare degnamente ritorno nel paese in cui hanno avuto i natali.

Il Presidente Paolo Ferrari  al termine della serata, ringrazia a nome di tutti i soci del Matutia il nostro illustre ospite ed gli offre una targa ricordo con la speranza di nuovi incontri.

M.Luisa Ballestra
addetto stampa Lions Matutia

Fonte: http://www.sanremonews.it

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