Mondo Lions: Prepararsi alla Conferenza del Mediterraneo 2012. Partecipazione femminile alla Associazione Internazionale dei Lions Club.

di Giuliana de Jorio Fida   (LC Roma Augustus)

Dal 1917, anno della sua fondazione negli Stati Uniti, il Lions Club si è rapidamente diffuso in tutto il mondo, e con esso il suo codice di valori, riassumibile nel motto “we serve”, “noi serviamo”. I soci Lions sono, cioè, al servizio della comunità.

Questo spirito di servizio si concretizza nelle molte iniziative a carattere umanitario alle quali i soci prendono parte, con l’intento di contribuire al miglioramento della società e all’affermazione di quei valori di solidarietà, etica nelle professioni e cooperazione che, soprattutto oggi, sono ancor più necessari.

Da quando i Lions, ormai trent’anni fa, si aprirono alle donne, la partecipazione femminile ha raggiunto, in ambito internazionale, il 22,6%. Si tratta di un risultato ragguardevole e che fa guardare al futuro con ottimismo, ma che vogliamo impegnarci a superare.

Crediamo infatti che il contributo delle donne sia, in tutti i campi, non solo auspicabile ma necessario. E questo vale anche per l’Italia, un Paese dove le donne incontrano ancora troppe difficoltà per affermarsi in ruoli tradizionalmente considerati “maschili”.

Vi sono poi luoghi, nel bacino del Mediterraneo, dove il ruolo della donna è ancora secondario se non addirittura marginale.

Occorre dunque sostenere – con il nostro esempio, gli scambi culturali e l’appoggio alle organizzazioni internazionali che si occupano dello stato delle donne – quei segnali di cambiamento che pure ci sono e che sono incoraggianti.

Fin qui i Lions hanno fatto molto, e molto possono ancora fare, per incentivare la presenza delle donne e per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui temi del mondo femminile. Non solo abusi e violenze, che spesso monopolizzano lo spazio nei telegiornali, ma anche e soprattutto maternità e famiglia, accesso alle professioni, carriera, imprenditoria.

Le donne, con la loro sensibilità, senso pratico e creatività, possono apportare un contributo sostanziale alla realizzazione di progetti per il bene comune, per un arricchimento materiale e spirituale della nostra società.

Dunque, compito dei Lions è dare loro maggiore rappresentanza e sostegno, ad ogni livello. Questo è uno degli scopi della Conferenza del Mediterraneo. Quella mediterranea è infatti un’area che custodisce grandi potenzialità storiche, culturali, ed economiche, ma che deve, oggi, aprirsi di più alle donne.

Non dimentichiamo che quest’anno il premio Nobel per la pace è stato conferito a tre donne – il presidente della Liberia Ellen Johson Sirleaf, la sua compatriota e attivista della pace Leymah Ghowee e l’attivista pacifista yemenita Tawakkul Karman – per la loro battaglia non violenta a favore delle donne.

È dunque necessario che la presenza femminile nei Lions Club dei Paesi del Mediterraneo si accentui sempre di più. Non si tratta banalmante di raggiungere una “quota rosa”, ma di aumentare, proprio grazie alle donne, la qualità e l’efficacia complessive dei nostri Club.

Giuliana de Jorio

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