L.C. Roma Augustus

Dal Lions Club Roma Augustus la proposta di un tema di studio Nazionale: Violenza sulle donne e non solo

Una mattina, di un giorno qualsiasi in una delle tante scuole di questa nostra nazione.

Il bussare timido su una porta. Un volto di ragazza. Il pianto, un´amara e dolorosa confessione per una violenza subita.

Poi la rabbia dell´impotenza, la consapevolezza di un dolore bruciante che quella giovane esistenza non sanerà mai!

Il sottofondo di quella voce che racconta non impedisce alla mente di chiedersi il perché di tanto dolore. Perché è accaduto ma soprattutto cosa fare per impedire che ancora vi possa essere un´altra mattina ed un altro volto sconvolto dalla violenza cruda ed inutile sul corpo acerbo di una giovane vita!

Così, da quella rabbia impotente, nasce l´idea di un Progetto che tratti il tema “Violenza sulle donne: una battaglia da vincere” per tentare di emarginare, di vincere la cieca irrazionalità che porta a considerare il corpo di una donna un oggetto, un qualcosa su cui esercitare la primitiva ansia di possesso.

Si ha la sensazione, ogniqualvolta si tratta del tema “violenza”, che sia qualcosa di estraneo al nostro modo di pensare, di agire, di vivere. Non è un argomento presente nella nostra mente e quando ne parliamo raccontiamo di fatti ed episodi accaduti ad altri.

Ma non è così. La violenza è parte della nostra società, è il lato oscuro della coscienza collettiva che costruisce il nostro sistema di vivere.

Certo possiamo controllarla, emarginarla, combatterla ma purtroppo ancora non eliminarla!

Viviamo costantemente nel timore che atti aggressivi possano colpirci, coinvolgerci e così diventare gli “altri”, gli sfortunati nei racconti tra conoscenti seduti in un salotto.

Tanto la violenza è nella quotidianità che oramai ci pare naturale raccomandare alle nostre figlie, mogli, conoscenti di stare attente quando tornano a casa, la sera; di chiudere con la sicura le portiere delle automobili; di non prendere la metropolitana dopo una determinata ora.

Quante volte,vedendo una donna sola di sera, abbiamo pensato alla sua sicurezza, alla sua incolumità.

Questo modo di pensare è già violenza! E´ violenza contro la nostra libertà di vivere e di condurre una vita serena! E´ violenza contro le nostre compagne di vita che non hanno la libertà di scegliere! E´ violenza contro noi stessi che siamo incapaci di difendere la loro integrità! E´ violenza ogni volta che permettiamo alla nostra indole di pensare che: “ forse….ma…..chissà…..ma non è che quella….” umiliando ulteriormente chi è vittima inconsapevole del diritto di vivere la propria esistenza!

Le nostre donne, figlie, compagne, mogli, l´altra metà del cielo è spesso offuscata da lampi di violenza cruda, fredda, irrazionale. Ci sono accanto, sempre. Vivono con noi momenti felici, tristi, sereni. Crescono con noi, conoscono ogni piega della nostra anima eppure, a volte, diventano oggetto di una violenza irrazionale.

Non vengono più viste come compagne, amiche, colleghe ma come un qualcosa su cui riversare le frustrazioni, le delusioni, il risentimento di una vita di fallimenti.

Non sono più considerate persone, con anima e sentimenti ma un corpo di cui ci sentiamo padroni e su cui poter esercitare il nostro diritto di possesso.

Non a caso l´incidenza più alta di violenza sulle donne si verifica in famiglia e nell´ ambiente di lavoro proprio perché, in questi luoghi, è massima la sensazione di essere, da parte dell´uomo, il centro intorno al quale tutto ruota e a cui tutto è dovuto.

C´è da chiedersi se parte del comportamento aggressivo degli uomini verso le donne non sia il prodotto di un´educazione improntata, sin dalla nascita, sulla centralità dell´uomo verso la donna.

Per secoli la donna è stata emarginata, relegata ai margini del sistema, sempre in secondo piano, quasi mai protagonista e quando lo è diventata, è stata spesso criticata non per le sue capacità ma perché è stata vista come un´usurpatrice di un posto che sarebbe spettato ad un uomo.

A questo punto è inevitabile che, in alcune menti, venga considerata non paritaria ma come un oggetto da prendere, da possedere, senza rispetto, negandogli la libertà di vivere.

Come possiamo agire affinché a tutto questo si possa dare un limite? Sensibilizzando chi ci è intorno: senza chiuderci in noi stessi, parlandone, cancellando le ipocrisie, i preconcetti, i retro pensieri, i dubbi che, spesso colpevolmente, nascono ogni volta che leggiamo una notizia che descrive una violenza su una donna!

In questa ricerca per una civile convivenza, dove ognuno si senta libero di scegliere e nel quale ci si senta uguale tra gli uguali nasce la proposta, da parte del Club Roma Augustus, del Tema Nazionale: “Violenza sulle donne: una battaglia da vincere” nel quale la violenza rappresenta un sintomo di un disagio profondo, il prodotto di un modo di pensare e considerare la donna, un sintomo, un malessere che tutti noi dobbiamo essere in grado di prevenire e debellare.

Più saremo compatti in questa battaglia, più alta sarà la possibilità di emarginare questo malessere strisciante.

Se desiderate condividere questi ideali di civile confronto, con lo scopo di raggiungere l´obiettivo di una serena convivenza, potete aderire al Progetto del Tema Nazionale sulla “Violenza sulle donne: una battaglia da vincere”, contattando il Presidente del Roma Augustus, Patrizia Marini all´indirizzo e-mail: patrizia_marini@yahoo.it.

di : Patrizia Marini

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