Mondo Lions: Una storia tutta italiana

di Sirio Marcianò

Credere in noi stessi per costruire un sogno è l’appello del Governatore Danilo Guerini Rocco.

E io, che ci credo, prendo al volo il suo invito (vedi box alla fine dell’articolo) con l’entusiasmo che dovrebbe contraddistinguere tutti i componenti della nostra associazione. Se non apriamo con decisione il “libro dei sogni”, il lionismo potrebbe implodere su se stesso e lo scricchiolio già si sente.

Le uscite dei soci superano, ormai da anni, quelle delle entrate, e le entrate sono tante. I soci, la vera forza dei club, dei distretti, del multidistretto, del lions international, vagano smarriti durante gli incontri lionistici, avallando, quasi senza accorgersene, la distribuzione annuale di soldi a destra e a manca. Si tratta di migliaia di service a favore di altre associazioni che tutti i club portano avanti con ammirevole e assillante costanza.

Una costanza che meriterebbero le nostre iniziative e una storia tutta italiana che sappia unire le forze e i mezzi finanziari dei lions, ci dia il piacere di far apprezzare la nostra associazione all’esterno, faccia sentire il socio parte di un importante gruppo e, perché no, ci dia l’elitarietà di un tempo, che non significa avere la puzza sotto il naso, ma significa essere diversi dagli altri e orgogliosi di appartenere al Lions International.

Ma che cosa potrebbe aprire il nostro “libro dei sogni”? Forse la raccolta di quei 5 milioni di euro che da un anno auspichiamo? Chi lo può dire? Ma se volessimo provarci quali sarebbero le soluzioni possibili…

La più difficile… Aiutare gli anziani meno abbienti. In Italia ci sono migliaia di ottantenni che fanno salti mortali per stare al mondo. Pensioni al minimo, servizi esosi da pagare, balzelli di vario tipo e chi più ne ha più ne metta. Se ogni club adottasse, nella sua zona, due coppie di anziani in grave (e documentato) stato di necessità, potremmo annunciare alla stampa italiana che i lions si occupano per un anno (cibo, medicine, abiti e bollette) di 5.264 anziani.

Costo per il lionismo: 4 milioni di euro. Gli acquisti verrebbero fatti direttamente dal club nei negozi convenzionati dai lions.

Tutti i soci dovrebbero a turno seguire da vicino (1 giorno a testa) le 2 coppie di anziani adottate.

La più affascinante… Vincere la sclerosi multipla. Come? Con 2 milioni di euro si può portare a termine, in breve tempo (in una annata lionistica), una ricerca portata avanti dal prof. Paolo Zamboni, docente di chirurgia vascolare dell’Università di Ferrara, e dal suo team.

In Italia abbiamo un nuovo caso di sclerosi multipla ogni 4 ore e sono, sempre in Italia, oltre 70.000 i giovani colpiti dalla devastante malattia.

La più attuale… La difesa del territorio. Contribuire, con l’imprimatur del Ministero dell’Ambiente, alla sicurezza del territorio, utilizzando le nostre risorse (e quelle degli sponsor perché le cifre sarebbero più alte) per la manutenzione e la pulizia dei corsi d’acqua. Potremmo togliere gli ostacoli presenti nell’alveo dei fiumi o costruire invasi artificiali.

Il ruolo dei lions consisterebbe nello studio del territorio, nella soluzione dei problemi ambientali, nella piantumazione delle aree prese in esame dai lions e nella ricerca degli sponsor (uno sponsor per ogni corso d’acqua). Il tutto con il contributo degli specialisti lions, e ce ne sono. Potremmo iniziare dalle tre regioni che hanno subito le recenti inondazioni e, ogni anno, aggiungerne altre.

Oppure si potrebbe (sarebbe più semplice e avrebbe un maggiore impatto mediatico) intervenire subito per rimettere in piedi in pochi mesi (e non in anni) tre costruzioni significative, una in Liguria, una in Toscana (ad esempio la casa per giovani handicappati di Gragnano citata nell’editoriale dal direttore Lingua) e l’altra in Sicilia, distrutte dalle alluvioni dei giorni scorsi…

La più facile… Predisporre una campagna pubblicitaria imponente: televisioni, radio, quotidiani nazionali e settimanali ad alta tiratura. Insomma, investiamo 1 milione di euro (20 euro a socio) in noi stessi e nella nostra immagine e, almeno per un po’, evitiamo di fare belli gli altri con i nostri soldi. Ovviamente, le idee possono essere centinaia, ma sarà il Consiglio dei Governatori che deciderà se porre un “quesito che porti ad una manifestazione di volontà da parte dei 1.316 club del 108 Italy”, come scrive il PDG Dell’Acqua, o usare un altro metodo.

Successivamente i soci potranno scegliere quale (o quali) dovrà diventare il service dei lions italiani. Ricordo che l’iniziativa non dovrà togliere ossigeno ai service operativi dei lions e avrà un solo obiettivo: spingere i soci ad unirsi per concepire un progetto impegnativo, significativo e stimolante, sia per gli effetti che per l’immagine, realizzato sul suolo italiano e con i soldi che di solito diamo alle associazioni che non fanno parte della nostra grande famiglia.

Qualche mese fa un socio che conosce molto bene la nostra associazione ha detto “si riuscirà, nel caso si raccogliessero i 100 euro a testa, a far approvare qualcosa di concreto ed encomiabile al primo Congresso Nazionale? La scelta rappresenterebbe un’utopia e il gruzzolo raccolto resterebbe inutilizzabile nelle mani del tesoriere di turno”.

Quel socio ha ragione perché sa che mettere d’accordo i componenti di 1.316 club di 88 circoscrizioni e di 247 zone racchiuse in 17 distretti è “quasi” impossibile, come parrebbe impossibile raccogliere quei 5 milioni di euro. Ma perché non dovremmo provarci? Quali disagi arrecheremmo al lionismo italiano provandoci? Quei 1.316 club, basta che lo vogliano, possono mettere a verbale che il club sarebbe disponibile a versare 100 euro a socio se ci fosse una iniziativa eclatante firmata da tutti i lions italiani e amplificata dai media.

In definitiva, si tratta di investire una parte di quello che ogni anno elargiamo a relatori, cantanti, pianisti, fiori, omaggi e ad altre associazioni in noi stessi e nella nostra immagine, senza sacrificare l’attività lionistica. Io ci credo e la sfida all’utopia è aperta…

Sirio Marcianò

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L’appello di Danilo Guerrini Rocco *

 2012… una sola parola d’ordine deve identificarci… fatti

Ogni incarico assunto, che sia associativo oppure no, impone a chi l’accetta di essere per ovvi motivi leader. Ancor di più se a tale ruolo, nel caso della nostra associazione, si arriva attraverso una democratica votazione. Un impegno di servizio che spinge, nella sacrosanta limitazione annuale, a dare tutto e di più per realizzare la crescita associativa, imponendoci il massimo impegno nell’affrontare i problemi, nel risolverli per non lasciarli come pesante fardello a chi ci succederà.

Si tratta di un ruolo che tra i mille pregi, sempre esposti alle occhiate ammiccanti dei più, ha anche l’onere di portarsi in dote grandi responsabilità, tra cui quella di fare fatti e non parole. Un leader, pertanto, ha l’obbligo di infondere fiducia, positività, ottimismo tra i soci, attraverso la trasparenza, la conoscenza di Statuti e Regolamenti ed il ferreo rispetto del Codice Etico associativo.

Dobbiamo mettere a riposo definitivamente le sterili polemiche che ci portano lontano dagli obiettivi, dobbiamo evitare di portare sul personale ogni diatriba finendo nel baratro dell’io o del mio anno. La rotta è tracciata, dovremmo aver già lasciato da tempo il porto per affrontare la sfida. Ecco, di conseguenza, il bisogno di porci, ora, subito, ai soci attraverso la rivista con proposte chiare, dettagliate che possano finalmente dare realtà al sogno dei 5 milioni di euro.

 La semplice, ma coinvolgente sfida, che vede ognuno di noi investire nell’associazione in cui crede e nella quale liberamente ha deciso di militare, la piccola somma di 100 euro, l’equivalente del costo di un pranzo e di una cena. Basta con i se ed i ma, con i problemi di gestione o di primogenitura che potremo con calma gestire successivamente.

Raccogliamo il gruzzolo che potrebbe farci davvero volare alto, magari utilizzando anche la LCIF, la nostra fondazione internazionale, come custode, fiduciario di indiscusse qualità. Sirio è il momento di agire! Che possano solo i contrari dannarsi per non credere prima di tutto in noi stessi. Costruiamo il sogno, tutti assieme, invitando chi oggi ha la responsabilità di leder a metterci la faccia. Io non mi faccio indietro, ci sono!

Governatore del Distretto 108 Ib1  

Fonte: Rivista Nazionale LION – Gennaio 2012

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