L.C. Mondovì Monregalese

Incontro tra Lions Club Mondovì-Monregalese e i sindaci dei Comuni che hanno valorizzato le “specialità” del proprio territorio

Serata all’insegna della valorizzazione del territorio e delle specialità che lo fanno conoscere, venerdì scorso al Lions Club Mondovì-Monregalese, che nella sede del Ristorante “La Borsarella” ha incontrato alcuni dei sindaci della zona che hanno istituito, con apposita decisione del Comune, la “Denominazione comunale di origine” per alcuni prodotti.

A parlarne il giornalista ed enogastronomo Paolo Massobrio e Giacomo Oddero, nelle vesti di produttore di vini, accompagnato dalla nipote, Isabella, che si occupa della distribuzione del prodotto in ogni parte del mondo, presentati dalla giornalista Paola Gula. A fare gli onori di casa il presidente del Lions Club Mondovì-Monregalese, Massimo Gula, mentre a rappresentare il Distretto 108 Ia3, l’officier responsabile dell’Ufficio Stampa, Raffaele Sasso con la signora Gisella.

“Con questa serata – ha detto Massimo Gula – desideriamo rendere omaggio a quei sindaci che hanno creduto nel futuro delle proprie specialità locali e hanno deliberato la “Deco”, decidendo così di identificarsi in esse, facendole conoscere come peculiarità del proprio territorio di riferimento. Sia che si tratti di prodotti della terra, sia frutto dell’ingegno che si perde nella cultura e nella tradizione“.

Paolo Massobrio: “La Deco è semplicissima: è una delibera del Comune che spiega come il territorio si identifichi in una caratteristica propria dei suoi abitanti: una vera identità. E’ un dare spazio a ciò che molti anziani hanno conosciuto nella propria gioventù, perchè venga tramandato e mai dimenticato“.

Isabella Boffa Oddero: “Rappresento la settima generazione della famiglia Oddero, che produce vino sin dal 1700, quando iniziò con Giovanni Oddero. La nostra “Barbera” lo scorso anno ha ottenuto un grande riconoscimento: è stata classificata fra le 100 migliori al mondo. Siamo proprietari di 35 ettari di vigneti di Barolo, che produciamo nel rispetto della tradizione e dell’identità del territorio“!.

Giacomo Oddero: “Il territorio si difende identificandolo con un prodotto. Come aver cambiato il nome del “Dolcetto” con “Dogliani”, proprio come fece un mio avo abbandonando il nome “Nebiolo” per “Barolo”, per legare il vino al territorio e non al vitigno“.

E mentre venivano serviti i diversi piatti, Paola Gula ha fatto parlare i sindaci presenti, per far spiegare le “specialità” delle loro Deco: da Gianfranco Benzo,di Ormea (le fozze) a Pierangelo Giordanengo di Frabosa Soprana (il bruss e i coltelli), a Luigino Gallo di Clavesana (La Zuppa di Clavesana risalente al 1248), aGianni Barberis di Battifollo (la castagna bianca e gli “scau”) a Fausto Mulattieridi Pamparato (le paste di meliga ed i taglieri in legno) a Renato Chinea di Garessio (i garessini ed il pane di patate e porri) per concludere con Ivo Borgnadi Scagnello (il tartufo nero di Scagnello).

Fonte: http://www.targatocn.it

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