Medicina: Sogni coraggiosi

di Daniela Guerrini

La sclerosi multipla è una malattia neuro-degenerativa che tutti conosciamo. E’ la prima causa mondiale di disabilità giovanile che colpisce prevalentemente nella fascia d’età 18-35 anni, causando problemi a tutti i livelli: sensoriali, di deambulazione, cognitivi, ecc.

Fino a poco tempo fa è stata esclusivamente considerata come patologia neurologica auto immune, cioè che gli anticorpi attaccavano il sistema nervoso per una causa sconosciuta.

Circa una decina di anni fa, il prof. Paolo Zamboni, direttore del Dipartimento di Chirurgia Vascolare dell’Università di Ferrara, si è scontrato da vicino con questa realtà e cercando di capire alcuni problemi tiroidei, si è trovato di fronte a una cosa mai osservata prima: la malformazione delle vene giugulari.

Questo problema, è stato poi osservato, porta ad un ritorno del sangue al cervello, causando degli accumuli di ferro che attirano gli anticorpi e nel distruggerli, distruggono anche la mielina, la guaina che ricopre il sistema nervoso e che permette la trasmissione degli impulsi.

Negli anni seguenti ha continuato a cercare conferme, finché, l’Università di Ferrara ha autorizzato un trial, in collaborazione con il centro il BeNe (Bellaria Neuroscienze) del Dipartimento di Neurologia dell’Ospedale Bellaria di Bologna, diretto dal neurologo Fabrizio Salvi.

Questo studio pilota sui 65 pazienti prevedeva anche il trattamento della CCSVI. I dati pubblicati alla fine del 2009 sulla rivista Journal of Vascular Surgery mostrano un miglioramento della circolazione venosa cerebrale ed una riduzione del numero di ricadute e di lesioni attive, nonché un miglioramento della qualità della vita dei pazienti.

Svariati centri nel mondo, in primis l’Università di Buffalo con Robert Zivadinov, poi Polonia, Giordania, Serbia, Canada, solo per ricordare i principali, hanno sposato la “big idea”, come è stata soprannominata dalla “Royal Society of Medicine” a Londra nel 2006.

Nel settembre 2009 la IUP (Unione Internazionale di Fleobologia), la più vasta organizzazione scientifica che si occupa di patologia venosa, l’ha inserita, con votazione unanime, tra le malformazioni venose congenite di tipo trunculare (ovvero fra quelle che si sviluppano fra il 3° ed il 5º mese di vita intrauterina) ed ha confermato il metodo di diagnosi (EcoColorDoppler + flebografia) e di intervento (PTA, Percutaneous Transluminal Angioplasty, ovvero dilatazione delle vene tramite palloncino, intervento mini invasivo già praticato da quasi 30 anni).

In Italia, purtroppo, questo non è stato recepito, la CCSVI non è stata riconosciuta come patologia vascolare, ma viene considerata solo legata alla Sclerosi Multipla e per questo vengono richieste delle evidenze scientifiche indiscutibili.

A tale scopo è nata la sperimentazione che verrà effettuata in doppio cieco randomizzata (che è il massimo che si può richiedere ad una sperimentazione scientifica) Brave Dreams, che alla lettera vuole dire Sogni Coraggiosi (e lo sono!), ma è l’acronimo di BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis (che tradotto significa “Sfruttare il drenaggio venoso contro la sclerosi multipla”), creata dal prof. Zamboni e dal suo team, approvata dal Comitato Etico Scientifico dell’Università di Ferrara e supportata, in piccola parte, dalla regione Emilia Romagna.

Questa sperimentazione interesserà circa 650 pazienti suddivisi in circa una ventina di centri italiani. La sperimentazione, dopo svariati rinvii a causa della mancanza di fondi, è partita alla fine di novembre, ma inizialmente solo a Bologna-Ferrara, per poi proseguire, man mano che arrivano i fondi, nelle altre strutture.

La sperimentazione durerà circa due anni per ogni centro e quindi terminare due anni dopo la fine della sperimentazione dell’ultimo centro che ha potuto usufruire dei fondi. E quando sarà? Gli ammalati di Sclerosi Multipla, che hanno una patologia cronico-progressiva, non possono aspettare!

Gli ammalati di Sclerosi Multipla sono circa 70 mila in Italia e oltre 2.5 milioni nel mondo; i dati raccolti dicono che in Italia c’è un ammalato ogni 1000 abitanti (con una percentuale doppia in Sardegna) ed un nuovo ammalato di Sclerosi Multipla ogni 4 ore. Il costo totale della sperimentazione è di circa 2 milioni di euro e per il momento ne sono stati reperiti 500 mila.

I Lions sempre attenti ai problemi della salute, della società e dei giovani, non possono ignorare questa tragica realtà.

Fonte: Rivista Nazionale Lion Gennaio 2012

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