L.C. Fabbrico Rocca Falcona

«Anoressia, il male dei giovani»

I disturbi del comportamento alimentare sono stati al centro di un incontro che si è svolto giovedì sera nella sala cinema dell’oratorio San Giovanni Bosco di Campagnola. A fare da relatore il professor Umberto Nizzoli – psicologo clinico e psicoterapeuta, docente universitario tra i massimi esperti nazionali di disturbi del comportamento alimentare (Dca) – che ha approfondito il delicato tema davanti a un folto pubblico di operatori, insegnanti, genitori comunicando anche dati sulla situazione di incidenza della patologia nella nostra provincia. L’incontro è stato organizzato da Lions Club Fabbrico “Rocca Falcona”, in collaborazione con l’Unità Pastorale di Campagnola.

«Nella nostra provincia attualmente ci sono circa 640 ragazze e 80 ragazzi affetti da anoressia, più un altro migliaio di casi in fase di osservazione. Di anoressia si può morire e, dopo gli incidenti stradali e la droga, è la principale causa di morte dei giovani».

E’ su questa realtà allarmante che si è aperta la conversazione del professor Umberto Nizzoli. Che poi ha proseguito: «L’anoressia colpisce un ragazzo ogni 8 ragazze e si manifesta prevalentemente in età adolescenziale, intorno ai 15-16 anni, ma talvolta può colpire anche in tarda età a causa di un trauma, come vi sono casi di bambini di 3 anni, mentre la bulimia si manifesta con maggiore frequenza in soggetti di età più avanzata, sui 28-30 anni».

Immediata la richiesta da parte dei tanti genitori presenti in sala su come riconoscere i segnali indicatori di eventuali disturbi del comportamento alimentare dei propri figli: «Un disturbo alimentare è conclamato quando il pensiero diventa ossessivo su tre elementi in particolare: peso, cibo e immagine corporea. Quando l’attenzione per uno di questi tre elementi diventa sistematica – ha precisato Nizzoli – allora è il caso di consultare gli esperti perché il fattore tempo è fondamentale: prima si riconosce la malattia, prima si guarisce. Un terzo dei ragazzi guarisce, un terzo peggiora e un terzo non guarisce mai, perché si tratta di patologie che tendono alla cronicità e perdurano anni».

Infine, Nizzoli si è soffermato sulle cause: «Inizia con una dieta, perché le persone anoressiche devono avere tutto sotto controllo in un delirio dell’io che le induce a sfidare e a vincere anche il richiamo della fame, in una manifestazione estrema della volontà. Spesso si tratta di persone che hanno scelto di percorrere una strada di chiusura nei confronti del mondo esterno, a causa di traumi e abbandoni, o sulle quali sono state riposte aspettative eccessive. Alla fine si tratta di persone che avrebbero solo tanto bisogno di essere amate per ciò che sono». (a.v.)

Fonte: http://gazzettadireggio.gelocal.it

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