Mondo Lions: I Lions e la cittadinanza attiva

di Adriana Cortinovis Sangiovanni *

Il Presidente del Consiglio dei Governatori Naldo Anselmi, nell’ultimo numero della rivista “Lion”, ha scritto: “In questo numero vorrei soffermarmi su altri argomenti di estrema importanza per il lionismo, facendo alcune riflessioni che vorrei estendere a tutti i Lions italiani. Mi riferisco ai temi della cittadinanza attiva, dell’impegno civico, con tutte le sue diversificazioni, dai giovani agli anziani, ai poveri, vecchi e nuovi, agli interventi nel terzo mondo, alle istituzioni in genere, cioè argomenti che ci dovrebbero vedere tutti impegnati”.

Insieme al Lions Day (22 aprile 2012), per delibera del Consiglio dei Governatori, sarà celebrata, in tutta Italia, l’8ª Giornata della Cittadinanza Umanitaria europea, in attuazione della Carta della Cittadinanza Europea approvata dal Forum europeo del 1° ottobre 2004.

Ora dobbiamo far seguire alle parole i fatti, nel Consiglio dei Governatori.

Mi onoro, infatti, di rappresentare per delega del Consiglio stesso, nel Multidistretto Italy, “Il Programma Cittadinanza Attiva Umanitaria”.

La legge 1 luglio 2011 n. 12 della Regione Campania, che “disciplina i rapporti tra l’autonoma iniziativa dei cittadini singoli o associati e delle formazioni sociali per lo svolgimento di attività d’interesse generale”, entra, infatti, nel vivo della sua operatività.

L’Assessorato alla Regione Campania per gli enti locali ha, infatti, inviato a tutti i 551 Comuni della Regione Campania una Circolare che riassume la legge n. 12 e sollecita lo svolgimento “di attività di interesse generale, secondo i principi di sussidiarietà orizzontale”.

Sembra utile sollecitare una petizione che ogni club dovrebbe inviare al Sindaco del suo Comune per attuare il programma.

Quest’ultimo, in estrema sintesi, si traduce in tre azioni concrete: a) Intestare una piazza del Comune alla “Cittadinanza attiva”.

b) Partecipare al processo decisionale di almeno una delibera comunale di interesse generale, chiedendo una audizione pubblica per presentare “Osservazioni e Proposte dei Lions”.

c) Chiedere al Sindaco del Comune il riconoscimento come servizio pubblico comunale di un service del club di interesse generale.

E’ poco o molto, a seconda dei punti di vista, ma la “buona cittadinanza” parte da qui, tanto più in questi tempi in cui sentiamo la necessità di affrontare insieme le nuove difficoltà, assumendo ulteriori e personali responsabilità per cercare, con unità di intenti, il Bene comune.

La crisi economica ha messo in ginocchio le persone più fragili: non possiamo ignorarle, non possiamo passare sotto silenzio queste “nuove povertà”, a sostegno delle quali molti club si prodigano in sinergia con le istituzioni.

Fare “cittadinanza umanitaria attiva” è anche questo: là dove l’uomo soffre, dove ci sono esclusione, isolamento e sofferenza, dobbiamo accogliere gli altri, offrendo loro tempo, risorse e servizio secondo un progetto di fattibilità concreta studiato ed attuato con attenzione dai club.

Nasce così in noi il desiderio di impegnarci, per far fronte a nuove esigenze di vita, attraverso un cammino di solidarietà, nella logica del dono disinteressato di una parte delle nostre specifiche professionalità.

Non potrebbe essere questa una delle motivazioni che possono contrastare i frequenti abbandoni che rileviamo nella nostra associazione?

Il coinvolgimento di tutti per realizzare service di grande portata, che incidano decisamente sul tessuto sociale di una comunità o di un territorio costituisce un incentivo a continuare con forza, determinazione e convinzione nell’impegno lionistico, nella convinzione che l’Uomo grande non è colui che “possiede”, ma colui che “dona e che si dona”.

* Governatore del Distretto 108 Ib3 e delegato dal Consiglio dei Governatori alla Cittadinanza umanitaria. 

Fonte: Rivista nazionale LION Febbraio 2012

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