L.C. Cittadella

Undicimila malati. Il diabete è divenuto un costo sociale

Seguire un auto-monitoraggio della glicemia e avere la massima coscienza della propria malattia: sembra essere questa la via per la cura del diabete di tipo 2 che nell’Alta Padovana registra 500 nuovi casi all’anno.

A snocciolare le cifre è il direttore del reparto di medicina generale dell’ospedale di Cittadella, Natalino Simioni, intervenuto giovedì sera alla conviviale organizzata dal Lions Club locale presieduto da Luigino Barin. «Un anziano su due che abbia superato i 70 anni, residente nel nostro territorio – ha spiegato il medico – è vittima del diabete di tipo 2. La nostra azienda sanitaria conta 11 mila diabetici; di questi, 3.500 sono in trattamento insulinico, il resto è seguito dal proprio medico di famiglia. Sono almeno 6 mila, però, le persone che hanno il diabete, ma non ne sono a conoscenza.

La malattia, infatti, non è sintomatica: ci si può accorgere di essere diabetici anche dopo 6-7 anni. Se si sa di avere una certa familiarità, o una predisposizione al diabete, deve fare in modo di contrastarlo. La regola principale, quindi, è non perdere tempo: dal diabete, infatti, non si guarisce. Ad ammalarsi, stiamo notando in questi ultimi anni, non sono solo gli anziani, ma anche le persone più giovani: se il diabete non viene curato in tempo può causare danni cardiovascolari importanti, che possono portare anche all’infarto».

Sono 2,5 milioni gli italiani diabetici, senza contare il milione che non sa di averlo. Il diabete di tipo 2 è considerato la pandemia del terzo millennio «che ha costi piuttosto elevati – continua Simioni – Si pensi che la nostra azienda sanitaria investe un milione di euro all’anno per l’insulina e altrettanto per le strisce.

Su 42 mila ricoveri all’anno, sono 16 mila i pazienti che scoprono di avere il diabete durante la degenza all’ospedale». Come si può prevenire? «Il sovrappeso e l’obesità rappresentano oggi il fattore di rischio primario più importante per lo sviluppo del diabete. È utile camminare tutti i giorni a passo spedito per almeno mezz’ora.

La dieta: limitare i dolci, le bevande zuccherate e i grassi. Aumentare il consumo di cibi non raffinati ricchi di fibre vegetali come i legumi, la frutta e gli ortaggi».

Fonte: http://mattinopadova.gelocal.it

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