L.C. Asti Alfieri

Asti, con l’aiuto del Lions Club, una nuova scuola in Burkina Faso.

Si è appena conclusa la missione del Lions Club astigiano in Burkina Faso, nel villaggio di Toessin, dove grazie alla solidarietà è stata creata una scuola nel locale villaggio.

La scuola è stata realizzata nell’ambito del progetto dei Lions Club italiani denominato “Tutti a scuola in Burkina Faso – Con i bambini nel bisogno” ,progetto per il quale Mauro Imbrenda, del Lions Club di Asti, si è speso con molto entusiasmo ed abnegazione negli ultimi tre anni, recandosi in Africa per ben due volte in missione, la seconda delle quali nei primi giorni di questo febbraio, missione che ha visto proprio attribuirgli tale onore con suo immenso stupore.

La missione appena conclusa ha avuto come scopo il monitoraggio del prosieguo del progetto che ha visto la realizzazione di 25 scuole e 36 pozzi con il patrocinio del ministero dell’istruzione Burkinabè. Ogni scuola realizzata è stata dotata di almeno tre aule, servizi, alloggio per gli insegnanti e pozzo.

I bambini del villaggio di Toessin, nella lontana regione del Burkina Faso, in Africa, nel loro primo approccio all’alfabeto, nella loro scuola, imparano la lettera A vedendo una immagina della nostra città: “A come Asti”.

L’immagine propone un collage in cui compaiono la collegiata di San Secondo, il palazzo del comune, la chiesa di San Martino e un momento del nostro palio.

Pare impossibile, ma è proprio così! Del resto, frequentano una scuola realizzata grazie al contributo dei Leo Club italiani, che nello scorso anno sociale hanno visto, come loro presidente, l’astigiano Mauro Imbrenda, al quale è stata intitolata un aula dell’edificio scolastico.

Tra gli scopi dell’iniziativa è importante sottolineare l’interesse posto nel garantire la frequenza scolastica della totalità dei bambini,senza dimenticarsi però di aiutare anche le loro famiglie: i costi delle tasse, dei libri e del materiale sono infatti a carico della missione.

Particolare attenzione è stata data, inoltre, alla frequenza femminile: in molte delle località dove sono state costruite le scuole questa ha raggiunto la massima percentuale prevista, sancendo così il pieno successo dell’iniziativa!

La scelta del Burkina Faso per la realizzazione del progetto non è stata casuale: il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUD) ha stilato un elaborato che tiene conto di precisi parametri: il reddito pro capite, la speranza di vita media,il livello di istruzione; il risultato di questo studio ha sancito che il Burkina Faso si pone al 175° posto su 177 paesi, con un reddito pro capite di appena 1140 dollari, una speranza di vita di appena 52 anni e quasi la metà della popolazione sotto i quindici anni.

Ecco il perché della decisione di costruire scuole proprio qui;una scuola in Burkina Faso non ha il solo merito di insegnare a scrivere e contare alle generazioni future , ma significa anche educare all’igiene personale e nutrizionale, sfamare i bambini almeno una volta al giorno, fornire acqua potabile, prevenire le malattie prevenibili e dare pari opportunità alle bambine.

Una scuola ha quindi un valore immenso per una comunità in stato di povertà, perché promuove lo sviluppo sociale, culturale e d economico.

Il viaggio ha visto tra i suoi protagonisti, oltre Mauro Imbrenda, anche la presidente del comitato provinciale unicef Giuliana Barucco Binello e la responsabile nazionale dell’iniziativa Gabriella Gastaldi Ponchia.

Durante lo stesso sono state visitate diverse realtà e portate avanti diverse iniziative oltre quella scolastica: sono state effettuate circa 2000 visite oculistiche, in seguito alle quali sono stati consegnati 1550 paia di occhiali nell’ambito del progetto internazionale Lions “Raccolta occhiali usati” ed, inoltre, sono state visitate diverse associazioni femminili con le quali sono state avviate collaborazioni utili a garantire l’avanzamento della loro condizione, l’accettazione del loro ruolo nella società e la promozione dei loro diritti.

Non sono poi stati trascurati i bambini in età prescolare, ai quali è stato donato materiale utile alla loro crescita e alla loro assistenza nei primi mesi di vita, omaggio del Lions Club Asti Alfieri, di cui lo stesso Imbrenda è socio.

“Il progetto del Lions Club è basato sul proverbio burkinabè “Bangre la niini” che significa “il sapere sono gli occhi dell’uomo” – afferma appunto Mauro Imbrenda – “perché l’istruzione primaria è un diritto fondamentale ed è il secondo degli otto obiettivi di sviluppo del millennio sanciti dalle Nazioni Unite.

La storia insegna che nessuna società è mai uscita dal sottosviluppo senza aver investito grandi risorse sui giovani ; ad oggi 150 milioni i bambini non possono accedere all’istruzione e garantire loro almeno quella primaria è il modo più efficace per conseguire anche gli altri traguardi del terzo millennio, quali l’eliminazione della fame, della povertà e degli ostacoli che frenano uno sviluppo umano sostenibile per tutti e promuovere la pace nel mondo.”  

Fonte: http://www.atnews.it/

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