L.C. Novara Ticino

Al 118 il premio “Novara Città Sicura” 2012.

 «Sono convinto che il 118 sia il fiore all’occhiello e il punto fondamentale del nostro sistema sanitario. Per questa ragione condivido la scelta che ha spinto il Lions a consegnare a questa realtà l’edizione 2012 del premio “Novara Città Sicura”. Non solo. Viste le sue peculiarità e la sua estrema importanza è un servizio che sarà da potenziare e che, anzi, confermo verrà concretamente rafforzato già in futuro».

A parlare è il governatore della Regione Piemonte, Roberto Cota, intervenuto giovedì sera all’albergo Italia alla consegna del premio “Novara Città sicura”, riconoscimento istituito nel 2006 dal Lions Club Novara Ticino e che quest’anno è stato consegnato al Servizio di emergenza sanitaria territoriale. A ritirarlo, il direttore del servizio, la dottoressa Egle Maria Valle, che ha ricevuto dal presidente Renzo Inghilleri (apprezzato penalista novarese) il contributo per l’acquisto di un personale computer e la targa che simboleggia il riconoscimento, nato nel 2006 sotto la presidenza Lions di Giorgio Galli. A ricordare le origini del premio proprio Inghilleri, un premio che inizialmente riservato ai corpi di Polizia impegnati sul territorio novarese, quest’anno va a un’altra realtà che, comunque, si occupa di sicurezza. «Come Lions Club Novara Ticino – ha evidenziato Inghilleri – riteniamo che il concetto di sicurezza, certo ricollegabile in via diretta all’opera svolta dalle Forze dell’Ordine, possa e debba avere un significato più ampio, che riguarda anche la salute dei cittadini».

Un concetto di sicurezza ripreso anche dagli interventi dei presenti, dal sindaco di Novara, Andrea Ballarè, all’assessore provinciale Alessandro Canelli, passando per il direttore dell’ospedale Maggiore, Mario Minola. Presenti anche il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Giovanni Spirito e il comandante del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, maggiore Alberto Canu.

Cota ha, quindi, parlato della riforma sanitaria e dell’organizzazione futura dei servizi d’emergenza.

«In tema di 118 saranno acquistate nuove ambulanze e si organizzerà il servizio in modo che i nostri elicotteri possano intervenire anche durante le ore della notte. E poi – ha continuato Cota – abbiamo intenzione di dare il via al concetto di ospedali in rete, un fattore che eliminerà gli sprechi e che renderà senza ombra di dubbio la nostra sanità sempre più efficiente. Quando sono arrivato c’era una spesa enorme a livello di sanità e abbiamo così dovuto intervenire immediatamente. Da alcuni dati in nostro possesso, dal 90 al 93% degli accessi al Pronto soccorso sono tutti codici bianchi o verdi, quindi per problemi di lieve entità. Vuol dire che chi si è recato al Dea è perché non ha trovato il medico di base. Qualcosa quindi non funziona. Occorre che la medicina di base funzioni sempre e tutto il giorno. Dobbiamo trasformare questa sanità, anche perché le esigenze, rispetto a 20-30 anni fa, sono mutate. La durata media della vita si è allungata e pertanto emergono nuove necessità. Per la prima volta la spesa sanitaria è sotto controllo dopo 15 anni. Occorre seguire necessità oggettive, non quelle dei primari. Se c’è una struttura complessa con solo 10 posti letto, è evidente che non risponde a una reale necessità della gente, ma solo alle necessità del primario. Al popolo non interessa nulla se c’è una chirurgia sanitaria e una universitaria. La gente vuole solo essere curata al meglio. Nella riforma in discussione in Consiglio regionale prevediamo l’esistenza di sei grandi reti, per eliminare doppioni e sprechi, sei reti che tengano conto delle reali esigenze del territorio. Non esiste un ospedale di Borgomanero che fa concorrenza a quello di Novara. Non ci sarà mai una situazione del genere. Fondamentale non è avere il nosocomio sotto casa, ma disporre, semmai, di una rete che sia al servizio di tutto, che liberi anche risorse per la sanità del territorio e per quella post acuzie. A Novara sarà realizzato il nuovo ospedale: c’è già il finanziamento. Perché occorre? Perché quello esistente è molto vecchio. Sarà una struttura al servizio di gran parte del Piemonte e anche probabilmente della vicina Lombardia, un vero ospedale hub per una grande parte di popolazione. I due nosocomi maggiori saranno a Novara e a Torino, con le principali specializzazioni e precise eccellenze (se in un incidente un ferito riportasse gravi e complicati traumi alla testa, è naturale che venga portato a Novara, dove c’è un eccellente reparto di Neurochirurgia). Tutti gli altri ospedali saranno più piccoli e lavoreranno ciascuno nelle sei grandi reti che creeremo. Niente più, dunque, doppioni e una sanità che punta alla concretezza, all’efficienza e al risparmio».

Valle, che ha ricevuto il riconoscimento al 118 con la motivazione: “Al personale del servizio di emergenza sanitaria territoriale di Novara che da anni, con competenza, dedizione e grande umanità, si impegna efficacemente nel garantire, sul territorio, la tutela, in prima istanza, del bene primario della salute dei cittadini”, ha ricordato la storia del servizio di Emergenza 118.

Monica Curino

Fonte: http://www.oknovara.it

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