L.C. Città della Pieve

Il dono è amore: noi vogliamo amare.

I ragazzi delle classi seconde della Scuola media “Pietro Vannucci” e delle ultime classi dell’ “Italo Calvino” si sono ritrovati insieme nella Sala Sant’Agostino per l’incontro “Conoscere per donare” organizzato dall’Avis e dal Lions Club di Città della Pieve.
Dopo una breve presentazione dell’argomento fatta dal nostro vicepreside, professore Marroni e dal presidente dei Lions, dottore Boldrini, un ginecologo ha iniziato a parlare di una procedura che sta prendendo a poco a poco piede in Italia: la donazione del cordone ombelicale. 
Lo scopo della donazione del cordone ombelicale, ha spiegato il Dott. Giannone, è quella di prelevare le cellule staminali dal cordone al momento della nascita. Oggi si è scoperto che queste cellule sono un’importante fonte di guarigione per molte gravi malattie, come il morbo di Parkinson. Le cellule staminali prelevate sono ancora indifferenziate e perciò possono essere utilizzate per ricostruire cellule di più organi diversi.
Se, alla nascita del bambino, i genitori prendono la decisione di donare il cordone ombelicale ad una banca pubblica, non potranno né il bambino né i componenti della famiglia usufruire delle cellule che saranno prelevate. Se invece i genitori vorranno avere l’opportunità di usare le cellule staminali per curare un’eventuale malattia in famiglia dovranno spedire le cellule in un Paese straniero versando un’abbondante somma di denaro, poiché qui in Italia non abbiamo banche private.
La spiegazione del ginecologo è stata illustrata da una serie di diapositive e da un video che mostrava un’estrazione pratica delle cellule.
È seguita una spiegazione sulla donazione del sangue, del midollo osseo e degli organi.
Il sangue può essere donato soltanto dopo aver compiuto diciotto anni ed aver eseguito una serie di analisi per controllare il proprio stato di salute. La cosa più importante per donare è quindi aver cura della nostra salute e non avere comportamenti che la possono compromettere. I maschi possono donare ogni tre mesi, le femmine ogni sei. 
Il sangue intero donato viene poi diviso nei suoi componenti: plasma, globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e dato ai malati secondo le loro necessità: quindi una sola donazione potrà aiutare più persone. 
Alla domanda di un ragazzo se si può fare sport dopo la donazione, è stato risposto che per le prime dodici ore successive la donazione è bene evitare sport impegnativi.
Diventare donatori di midollo osseo è molto importante, ma anche molto raro, perché la ricerca per trovare un midollo compatibile deve essere fatta tra tantissime persone, i cui dati sono inseriti in una banca internazionale.
Ci è stato detto più volte che la donazione è gratuita e volontaria, quindi nessuno ci può obbligare se non siamo convinti. Alcuni di noi hanno il desiderio di farlo quando sarà il momento, ma hanno paura dell’ago o temono di impressionarsi alla vista del sangue. C’è anche qualcuno che ritiene che possano esserci altre medicine per curare le malattie e metodi diversi per operare senza sangue.
Dall’incontro abbiamo conosciuto nuove informazioni, ma soprattutto abbiamo riflettuto sull’importanza del dono. Non è tanto ciò che significa in sé la parola “dono”, ma la storia che sta dietro a un dono che sia di sangue, organi, midollo osseo, cordone ombelicale, ma anche di tempo, parole gentili, sorrisi solidarietà.
Donare è una fra le azioni più profonde che un uomo può fare, non solo per le persone che ricevono il dono, ma anche per chi lo fa: fa stare bene.

Fonte: http://www.frescodiweb.it

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