L.C. Larino

Si è tenuto ieri mattina l’incontro promosso dal Lions Club all’Istituto “San Pardo” di Larino per promuovere la cultura della donazione

Sono 8731 le persone che in Italia sono in attesa di un trapianto. Ma prima ancora, di “Una scelta consapevole, un gesto d’amore”.
Da oggi lo sanno anche gli studenti delle classi IV e V dell’Istituto Tecnico Agrario e per Geometri “San Pardo” di Larino dove, in mattinata, si è svolto l’incontro promosso dal Lions Club frentano che ha affrontato il delicato, quanto ancora troppo sconosciuto tema della donazione e trapianto di organi, al quale ha partecipato anche il Presidente del Centro di Servizio per il Volontariato “il Melograno” don Antonio Mastantuono.

Testimone egli stesso dell’importanza di un dono che va oltre la vita, il Presidente dei Lions di Larino Pasquale Gioia, trapianto di fegato, ha ricordato in apertura dell’incontro che solo la diffusione della cultura della donazione, può contribuire a salvare migliaia di vite umane. Argomento ripreso dal Dirigente Scolastico Angela Tosto, nel testimoniare, dopo la perdita di un proprio parente, la scelta della famiglia nel donare una nuova vita ad una persona di cui non si saprà mai nemmeno il nome, ma che oggi continua a vivere grazie a quel gesto.

Che deve sempre essere libero, non condizionato, manifestato in maniera certa durante la vita e dove la regola del silenzio assenso non vale, ha spiegato la dottoressa Egidia Cofelice, Responsabile Regionale Prelievo, Trapianti e Donazioni d’Organi. Consenso che oggi, anche in tutti i Comuni del Molise, è possibile esprimere all’atto del rinnovo della carta d’identità personale ovvero recandosi alla propria ASL di appartenenza, come ha ricordato anche il Direttore dell’Osservatorio Regionale sulla qualità dei servizi regionali, il dottor Alberto Montano.

Ma quando, tecnicamente, è possibile procedere all’espianto degli organi? 
A riguardo, ha precisato il dottor Giovanni Di Girolamo, Coordinatore per il Basso Molise dei d’Organi, la legge italiana è tra le più precise e garantiste del mondo, tutto è codificato e nulla è lasciato al caso.
A partire dalla morte cerebrale – intesa come cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo – alla equipe di medici – neurologo, anestesista, medico legale – chiamati ad eseguire due volte tutte le necessarie indagini, alle procedure stabilite per redigere la diagnosi di cessazione delle funzioni vitali del cervello, fino all’attivazione dell’intera rete nazionale per la ricerca delle persone in attesa di trapianto.
Dunque, una questione d’importanza non soltanto sociale e sanitaria, ma che deve necessariamente considerare tanto l’aspetto scientifico, che il terreno dell’ etica.
Dove, per la Chiesa, la donazione d’organi rappresenta un gesto d’amore, ha detto in chiusura dell’incontro con i ragazzi dell’Istituto “San Pardo” don Antonio Mastantuono, Presidente del Centro di Servizio per il Volontariato “il Melograno” e docente di Teologia presso la Pontificia Università di Napoli.
“La donazione è l’espressione inedita della solidarietà” ha ricordato don Antonio, perché “va al di là del semplice gesto del donare qualcosa. Con la donazione degli organi, libera, disinteressata, gratuita, ci si eleva dal donare al donarsi, superando la ritrosia culturale che non parla della morte, della donazione, della nuova vita. 
Perché il primo gesto della donazione di organi è proprio quello di far entrare questo importante aspetto nel dibattito quotidiano della società, abbandonando l’individualismo”.

Fonte: http://www.primapaginamolise.com
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