Mondo Lions: 5 milioni di euro… buttiamoli nella spazzatura

di Sirio Marcianò

Ci siamo chiesti perché perdiamo soci tutti i giorni? Ci siamo chiesti perché, pur utilizzando tutti gli anni cifre enormi, nessuno si accorge di noi e ancor meno se ne accorgono i media? Ci siamo chiesti perché, pur facendo in Italia 9.000 service, centinaia di convegni e tavole rotonde, decine di raccolte di fondi, abbiamo soci poco motivati? Se ce lo siamo chiesti e conosciamo le risposte perché non corriamo ai ripari? Perché non fermiamo l’emoraggia dei soci? Perché non gestiamo meglio i nostri soldi e perché non facciamo meno cose ma più concrete, con l’obiettivo di farci anche conoscere, perché la conoscenza porta senso d’appartenenza ai soci e sponsor alle nostre iniziative?

Finiamola di dire che non serve essere conosciuti, perché questo è lo slogan di chi si accontenta. Il lionismo per operare ad alto livello deve essere gestito bene: buona immagine, leader preparati, soci motivati, obiettivi importanti da raggiungere, tagli alle spese.

Cinque passaggi determinanti per il futuro dell’associazione. Altrimenti c’è poco da stare allegri. A cominciare dalla provocazione dei 5 milioni, che stenta anche se hanno risposto circa 2.000 soci e, da quel che sento, se ne è parlato un po’ dappertutto, così come so che i 129 club del Distretto 108 L hanno ricevuto una lettera del loro governatore, con la quale il DG chiede ai suoi 4.000 lions una risposta definitiva: sì o no e contiamoci.

Ma converrà insistere con questa “provocazione” o sarebbe meglio buttare i 5 milioni nella spazzatura? E una volta cestinati come ci organizziamo? Certo non arriveremo lontano con il solito tran tran degli ultimi anni e non conquisteremo i nuovi soci restaurando un quadro, ristrutturando una santella o girando un assegno ad una associazione non lionistica.

Questi service sul territorio vanno mantenuti, d’accordo, ma non possono costituire l’ossatura della prima associazione di servizio del pianeta.

E’ necessario fare qualcosa di più, qualcosa che sia all’altezza della enorme somma raccolta in 12 mesi da 52.000 persone che operano in Italia da 62 anni e contano pochissimo sia nelle comunità che a livello nazionale.

Così come è urgente uscire da questa situazione di stallo, impegnandoci tutti e a tutti i livelli. Un modo per evitare lo stallo potrebbe essere quello di recuperare dalla spazzatura i 5 milioni di euro e trovare in fretta un progetto da realizzare in Italia, nella prossima annata lionistica e con il sostegno di tutti i lions italiani.

Si tratterebbe, lo ripeto fino alla noia, di un progetto a costo zero, perché verrebbero utilizzati solo i “tagli” al superfluo dei club italiani e una porzione di quello che annualmente diamo alle associazioni che non fanno parte della nostra grande famiglia.

Ma che cosa potrebbe spingere i lions ad abbracciare questo ormai annoso progetto da 5 milioni di euro? Forse un’iniziativa per combattere la “morte improvvisa”, tornata alla ribalta della cronaca per quanto è capitato allo sfortunato calciatore Piermario Morosini.

La “morte improvvisa” colpisce in Italia circa 70.000 persone all’anno e molte di loro potrebbero essere salvate se soccorse in tempo con un defibrillatore automatico.

L’ampia distribuzione di defibrillatori di facile utilizzo in aree italiane ad elevata densità di persone, potrebbe salvare un numero significativo di giovani, anziani, uomini e donne colpiti da arresto cardiaco durante la normale vita di tutti i giorni.

Noi potremmo diventare i “lions salvacuore” realizzando in Italia, in luoghi di grande affollamento, la più grande rete di defibrillatori mai realizzata. I club avrebbero l’incarico di individuare i luoghi adatti, consegnare i defibrillatori ad uno o più responsabili, che normalmente stazionano per motivi vari in quel luogo, garantire la manutenzione del defibrillatore o usare apparecchiature controllate a distanza da una centrale operativa.

Un’iniziativa che ci vedrebbe al fianco del Ministero della Salute, ci farebbe acquisire immagine nel nostro Paese e ci permetterebbe di salvare migliaia di persone tutti gli anni.

Un’iniziativa che farebbe bene al lionismo, ma chissà quante altre se ne potrebbero fare con 5 milioni di euro… Che ne pensate? I “lions salvacuore” sono un miraggio? 5.000 defibrillatori sono un’impresa troppo grossa per i lions?

La risposta è nella forza dei nostri numeri e nella buona volontà dei lions. 

Fonte: Rivista nazionale LION Maggio 2012

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