L.C. Sondrio Host

MARCASSOLI AL LIONS SONDRIO HOST: GENIO E SREGOLATEZZA (Caravaggio e Van Gogh) 

Qual è il confine ultimo tra genio e sregolatezza, tra arte e follia? Questo il tema di una singolare conferenza del noto psichiatra e criminologo cittadino Claudio Marcassoli organizzata dal Lions Club Host presso la sala Besta della banca Popolare di Sondrio.

“Non pretendo certo di dare risposte esaustive su un tema così spinoso, ma solo di esplorane i confini”, ha esordito Marcassoli che è partito nella sua disanima dalle alterazioni psichiche di grandissimi artisti del passato come Munch, Petrarca, Leopardi, Michelangelo, affetti da sindrome depressiva, oppure Dalì o De Chirico ammalati di paranoia, diagnosticata o latente, per non parlare di Newton affetto da autismo o Byron colpito da bipolarismo, affrontando poi con grande competenza due personaggi come Caravaggio e Van Gogh.

La domanda immediata che il relatore ha posto all’attento uditorio è stata :”Ma artisti di questo calibro avrebbero mai raggiunto i vertici dell’arte se non fossero stati colpiti da questi disturbi mentali? E’ entrato poi nel vivo della questione scavando nei meandri della mente del “pittore della luce”, Caravaggio, passando in rassegna i suoi più noti dipinti mettendo in evidenza particolari inquietanti della sua personalità bipolare, violenta, rissosa, attaccabrighe, emersa nei particolari crudi di efferate decapitazioni, eppure ugualmente dolce, dalla vena incredibilmente mistica di alcune Madonne con bambino.

Segno di un contrasto insanabile interno, di una deiezione mentale talvolta incontrollabile, segno certo di un disturbo antisociale, quasi “borderline” che sembra condurre Marcassoli su una diagnosi da “disturbo esplosivo intermittente”.

Abilmente il relatore continua l’avvincente viaggio entrando nella vita di Vincent Van Ghog il genio sconsacrato, colto da allucinazioni violente, affetto da follia mistica secondo alcuni, da epilessia o intossicazione da assenzio da altri, mentre secondo Marcassoli i sintomi porterebbero ad una diagnosi di schizofrenia progressiva evidenziata nei tratti somatici dei suoi numerosi autoritratti dipinti negli anni, prima di giungere al suo ultimo, devastante quanto straordinario “campo di grano con corvi” che prelude al suo suicidio.

Sorpresa della serata la rivelazione dell’ ingegner Corrado Merizzi che, al termine della conferenza, ha svelato di essere stato sottoposto al prelievo del Dna da alcuni docenti universitari di Bologna e Ferrara che ritengono molto attendibile una diretta discendenza dei Merizzi dal pittore Caravaggio Merisi.

L’ingegnere ha raccontato infatti di essere in possesso di alcune memorie lasciate nel 1895 dal bisnonno, l’avvocato Giovan Battista, che evidenziano una diretta discendenza dal ramo dei Merisi, in particolare da sant’Angela Merici.

Le ultime scoperte sulle ossa del Caravaggio a Porto Ercole e lo stemma dei Merisi con una manoche stringe cinque spighe, sormontato da un’aquila imperiale, identico a quello della famiglia Merizzi, sembrerebbe avvalorare questa ipotesi. Non resta che aspettare l’esito di questa ricerca genetica.

Per quanto riguarda invece l’annosa quaestio sull’alienazione artistica freudiana che sconta un’arte nata dalla sublimazione delle pulsioni, da una canalizzazione della libido, o da malcelate angosce esistenziali nobilitate in capolavori eterni, la conferenza si è conclusa con un’inquietante domanda: “Le malattie mentali di tanti artisti del passato forse avrebbero oggi potuto essere curate con semplici psicofarmaci. Ma la loro produzione artistica si sarebbe forse arrestata?”


Nello Colombo

Fonte:http://www.gazzettadisondrio.it

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