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L.C. Livorno Porto Mediceo

30 maggio 2012

Premio Capperuccio per l’Accademia.

 «Esemplare modello di vita improntato ai nobili principi di lealtà, disciplina, culto della Patria, onore»: è stata questa la motivazione con cui il Lions Club Livorno Porto Mediceo ha conferito all’Accademia navale il premio Capperuccio, prestigioso riconoscimento, giunto alla sua terza edizione, riservato alla persona o all’istituzione che ha portato lustro alla città.

La cerimonia, che si è svolta ieri nella suggestiva cornice della sala cerimonie del Palazzo Civico, ha visto protagonista il comandante dell’Accademia, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che ha ricevuto il premio dalle mani del presidente del Club livornese, Giuseppe Orrù.

Un evento significativo, come ha tenuto a sottolineare anche il sindaco Alessandro Cosimi: «L’amministrazione è soddisfatta per questo premio che ormai fa parte della tradizione cittadina – ha affermato – Le associazioni di servizio come il Lions hanno una grande importanza per la comunità e spero che si pongano come “ponte” verso le istituzioni per collaborare e dialogare insieme sul futuro della città, che va oltre le legislazioni e oltre i sindaci».

Ad essere premiata quest’anno è stata dunque la tradizione e la tipicità livornese: l’Accademia, infatti, forma gli ufficiali della Marina da più di centotrenta anni, educandoli a una vita di disciplina e di dedizione al dovere verso la Patria. Ed è parte integrante della vita cittadina. Visibilmente emozionato l’ammiraglio Cavo Dragone, il quale ha voluto ricordare che «il cuore pulsante dell’Accademia sono gli allievi e tutto lo staff che contribuisce alla loro formazione», dedicando loro il Premio. E durante la manifestazione è stato ricordato, con un minuto di raccoglimento, Alessandro Nasta, il giovane sottocapo nocchiere rimasto vittima di un incidente a bordo dell’Amerigo Vespucci il 24 maggio scorso. Il Premio Capperuccio si inscrive tra gli obiettivi del Lions, che prende «attivo interesse al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità», ed è parte integrante della storia labronica: il 19 marzo 1906, infatti, ponendo il mantello sulla spalla del gonfaloniere Bernadetto Borromei (da qui l’emblema del capperuccio), il granduca Ferdinando I elevò Livorno al rango di città, facendo di Borromei il primo gonfaloniere togato.

A ricevere l’autorevole riconoscimento, nelle tre passate edizioni, sono stati il vescovo Simone Giusti, per aver contributo al dialogo e al confronto attraverso la valorizzazione della storia della città e della sua cultura; il presidente Carlo Azeglio Ciampi, per aver offerto alla cittadinanza livornese un altissimo esempio di senso dello Stato e il rabbino Elio Toaff, per l’impegno attivo nel dialogo ebraico- cristiano.

di Mariarosaria Di Cicco

Fonte: http://iltirreno.gelocal.it

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